mercoledì, aprile 20, 2005

Habemus Ratzinger

Anteprima. Ore 18 e 03, arriva un sms: “Hanno eletto il papa. Ce l’hanno fatta finalmente!”. E’ Valentina che mi comunica la bella novella. Ore 18 e 05, arriva un altro sms: “Hanno eletto il nuovo papà” – sì, m’ha scritto proprio papà – “la fumata è bianca ma ancora suonano le campane a festa xò pare sia tutto positivo… mi correggo stanno appena suonando è stato eletto ancora esce ma è stato eletto!”. Il mio cellulare sembra la filiale dell’ANSA. Durante l’ora di Ingegneria del Software mi sento un po’ su quel balcone: “Habemus papam!”.

L’ora di Ratzinger. Ore 18 e 46, la lezione è finita da almeno un quarto d’ora. I ragazzi della Manutencoop improvvisano un 15 pollici della Grunding nel piccolo box a vetrate del Centro Informazioni nell’atrio di Coppito 1. In quel piccolo buco ci sono raccolte una trentina di persone, tutte miranti ad un balcone vuoto ed una tenda rossa che nasconde il nuovo Pontefice. Si fanno gli ultimi pronostici, anche se, come in questi giorni, il nome di Ratzinger sembra essere il favorito su tutti. Esce un uomo con la tonaca rossa. Dalle sue labbra escono le parole fatidiche: “Habemus Papam” e il nome da civile del nuovo Papa, “Cardinale Ratzinger”. La folla – non tutta – gioisce. La trentina di persone – non complessivamente – gioisce. Benedetto XVI è il nuovo Papa.

Le prime reazioni. Nonostante abbia indovinato il pronostico, non mi sento soddisfatto del risultato delle elezioni pontificie. Forse è solo una questione di abitudine, forse sarà che non ho molto apprezzato il troppo rumore in rete a sostegno del neo-pontefice. Molti sembrano essere contenti dell’annuncio, soprattutto i ragazzi di CL. Lascerò che sia il tempo a farmi apprezzare Benedetto XVI. Oggi come oggi, sono convinto che Ratzinger sia un papa di transizione, non tanto per l’età quanto per il vuoto lasciato dal suo affezionatissimo predecessore. Ai posteri l’ardua sentenza