lunedì, marzo 21, 2005

La propria impronta

Dalla veneranda età di 10 anni, ho cominciato a sentire il bisogno di comunicare ciò che sentivo dentro non solo a quelle poche persone che mi amavano, ma di far sentire la mia voce a quanta più gente possibile. Ero anche disposto - come oggigiorno - di sentirmi criticare, pesantemente a volte, avrebbero comunque conosciuto il mio pensiero.
Già dall'epoca delle medie, ho sempre voluto che la gente che mi circondava avesse una chiara idea di come la vedo. Il Café Moroe è soltanto un punto d'arrivo, se non di transito, di questo processo.
Iniziai parlando di ciò che accadeva nella mia piccola realtà scolastica (le ultime entry sul Caflickr ne danno un'idea), per poi - quando possibile - esprimermi a 360 gradi.
Credo che questa sia la volontà di milioni di persone, condivido sicuramente questa visione con le migliaia di blogger che riempiono la scena nazionale, da quelli più visitati a quelli più ignoti. Il blog, quindi, è uno strumento che - indiscretamente, forse in modo troppo freddo - mette a nudo i nostri pensieri e dà un immagine di ciò che siamo e del nostro point-of-view.
Rinnego solennemente chi vuol fare dei blog un caso nazionale. Sfogliando i blog più graditi, ho letto di un tal signor Nicoletti, che ha dato del "universo piramidale elitario" alla blogosfera nazionale. Questo signore che parla, parla, parla e, come il 70% dei nostri connazionali, si rivela un uomo fatto di chiacchiere, anche malposte grammaticalmente. Un uomo che degrada il blog inteso come strumento, per poi aprirne uno tutto suo. Possiamo ben dire di averne fatto indigestione di gente come costui.
La libertà di espressione che il blog offre era impensabile fino al decennio scorso. Ora ognuno ha una voce in campo e non importa se autoritaria o meno. Non fatevi prendere da chi la libertà di stampa l'ha ottenuta in chissà quale modo.
La blogosfera, che dir si voglia, ringrazia. Anche perché, come diceva un certo Oscar Wilde: "Che se ne parli bene o se ne parli male, l'importante è che se ne parli".