domenica, marzo 20, 2005

Dio benedica i chirurghi

Non mi prendete per un pervertito. In rappresentanza momentanea dell'emisfero maschile mi sento in dovere di congratularmi con i chirurghi romani. Dovete sapere che questi dottori sono stati messi alla prova da una regina della bellezza italiana - se non internazionale -, vale a dire Sabrina Ferilli.
Ieri sera, mentre mi dilettavo con il libro di Sistemi, i miei erano in sala a seguire gli Oscar TV. L'attrice romana è parsa in gran forma, e il decolletée ha fatto sognare milioni di italiani.
Appena la notizia sconvolgente - che mi era passata stranamente inosservata - mi appare sul FeedReader, do di matto. La Ferilli voleva farsi ridurre il seno. E' un po' come se tagliassero un braccio al David di Michelangelo. Un patrimonio nazionale messo nelle mani di un bisturi. Improponibile.

«per anni l'ho avuto enorme, un fastidio. I reggiseni erano armature. Sono andata quattro o cinque volte dal chirurgo plastico in sei o sette anni. E tutti si sono rifiutati di rifarmelo, perché sostenevano che era perfetto così»
I medici, però, sapendo di andare incontro alla ribellione di milioni di italiani, hanno ben pensato di far cambiare idea alla bellissima Sabrina.
Così finisce un calvario durato sì poco, ma che è sembrato lungo un eternità. Grazie medici. Grazie Sabrina.