lunedì, febbraio 07, 2005

Il vero sport

E' trascorso un altro weekend all'insegna dello sport, di errori arbitrali, di curve che fischiano i propri allenatori, di exploit all'ultimo minuto - leggi paraculata di Crespo oppure Ics Come Inter - e di partite da consegnare alla storia. La giornata calcistica ci ha regalato emozioni che però, contrapposte ai soliti malanni, ci fanno equilibrare quel solito spettacolo domenicale.
Il vero spettacolo, invece, s'è consumato in mattinata. Prima che Vieri e compagnia bella scendessero in campo, prima che la premiata ditta Ventura&Gnocchi cominciassero a dar scena nel primo pomeriggio.
Una montagna bianca, un sole che nulla può contro il gelo d'alta quota, la gravità che ti spinge fino a valle e la forza nelle gambe per controllarla è spinta all'estremo. Neanche 20 anni ed avere addosso le responsabilità di un'intera nazionale. I grandi nomi - fatta eccezione per la Kostelic - per un giorno si son fatti da parte. E' scesa lei, con la tuta blu e bianca, lo sguardo che puntava dritto verso il traguardo senza preoccuparsi di chi la seguiva o chi la precedeva. Elena è scesa senza dare troppa importanza al risultato, ma mettendo in primo piano il suo talento agonistico, con l'ingenuità e la tenacia che nelle ragazze della sua età è difficile trovare.
La valle l'ha accolta a braccia aperte, il podio le ha riservato il 2° gradino. Niente male per una diciannovenne. Ciò che l'ha resa vittoriosa su tutto, però, sono state le sue parole a fine gara: "Dedico questa vittoria a Marco Pantani, al quale ho sempre voluto bene".
Son sicuro che tra quelle montagne, dove il Pirata era solito dare spettacolo, Elena ha avuto una marcia in più, guidata dal suo stesso idolo. Un idolo immortale, che rimarrà impresso nella memoria di tutti. Come la vittoria di Elena.