martedì, febbraio 15, 2005

Cafe' Rovente - Atto Primo

Ore 9. Coppito sta subendo una nevicata intensa ma non pesante, la facoltà è gelida come al solito e la tensione sale con un ritmo incrementale ogni minuto che passa. Sistemi Operativi è stabilito per le 10, ma a quest'ora Aula Magna e 1.6 sono già assediate.

Ore 9,30. Caffé lungo per mettere in moto il cervello, l'ultimo sguardo al libro, l'ultimo concetto chiarito, l'ultima sfregata di zebedei (risp. di seno) come rito propiziatorio. L'ultimo ostacolo da superare prima dell'inizio dell'esame non è un concetto, un algoritmo, un capitolo del libro: è l'ansia. L'ansia di cominciare, l'ansia di far bene, l'ansia di poter uscire dall'aula con la coscienza a posto.

Ore 10,15. Di fronte a me un compito che, inizialmente, mi terrorizza. Classico vuoto mentale iniziale. Sembra che delle 9 domande non ne sappia soddisfare una, neanche a pagarla. Poi, il cervello si ricorda del caffè di tre quarti d'ora prima e si rimette in moto. I concetti tornano a galla, un po' come un atleta specializzato in tuffi da un trampolino. Il tuffo è piaciuto, ora è il momento di risalire a pelo d'acqua.

Ore 12.20. Consegno. Ho raggiunto il bordo vasca senza nascodere la difficoltà. Spiazzato dal voto dei giudici. Sembro Buffon alla finale di Champions League, quel triste dì di maggio a Manchester. Cortellessa portava una maglia bianca numerata col 7. Nonostante tutto, quella che mi aspetta sembra non essere una doccia fredda. Il raffronto con gli altri tuffatori mi dà risultati confortanti. Da ora parte il conto alla rovescia per il giudizio finale. Il primo tuffo mi soddisfa.