mercoledì, febbraio 23, 2005

Nev(r)osi

Ci risiamo. Tutto bloccato: lezioni, trasporti pubblici e privati. La neve in queste ore ha messo a soqquadro la mobilità e la funzionalità dei servizi tra L'Aquila e Coppito. La neve continua a cadere incessantemente e la probabilità che oggi si riempia qualche aula va via via scemando. Terzo giorno di lezioni, secondo giorno di cazzeggio.
Niente male per un rientro al sapore di blocchi e di neve.

lunedì, febbraio 21, 2005

L'altra faccia della medaglia

Lo sport ultimamente è soggetto a brutte notizie. Non parlo solo del calcio, che purtroppo porta la maglia nera di questa inquietante classifica, ma anche in sport che hanno i riflettori puntati contro in misura minore; sport che comunque godono di un pubblico abbastanza folto, un pubblico prevalentemente formato da giovani che vanno da sei ai diciotto anni di età. Il dato inquietante è dato dal numero di episodi di vandalismo riscontrati nelle ultime gare: si prenda ad esempio il lancio di fumogeni durante una partita di basket. Sì, avete letto bene, di basket. Uno sport che si svolge al chiuso, con migliaia di persone al seguito del match. Fortunatamente, il pronto intervento delle forze dell'ordine ha scongiurato un pericolo che avrebbe potuto avere riscontri peggiori.
Questa domenica, fortunatamente, non si è sentito parlare di episodi simili. Ciò che fa rincuorare i veri sportivi - ovvero coloro che vedono lo sport come manifestazione di divertimento e puro agonismo e non come occasione per dar carburante a rivalità e violenze - è stato vedere tutti gli atleti italiani impegnati in un messaggio solidale: la liberazione di Giuliana Sgrena. Negli stadi, sui tabelloni luminosi, sulle magliette, sugli striscioni, sui pettorali numerati degli sciatori, nei palazzetti: ovunque il popolo sportivo italiano ha urlato alla liberazione della giornalista de Il Manifesto.
Per una domenica, anche in caso di sconfitta agonistica, lo sport ha vinto.
(foto Corriere.it)

sabato, febbraio 19, 2005

Phot-oroe

Era tanto che aspettavo questo momento, un po' come quando si aspetta l'estate, o il weekend. Finalmente ho avuto la possibilità - ma sopratutto il tempo - di creare un account su Flickr, servizio di photoblog ormai noto all-over-the-net. Per il momento ho deciso di uploadare solo le foto presenti anche su pablomoroe.com. Le prossime saranno nuove di zecca.
Le foto sono raggiungibili da qui o dall'antipixel (che ho messo su con tanto amore) nella sidebar a destra ( ).

Scleri corregionali

Io lo so. Noi abruzzesi lo sappiamo. Siamo gente tranquilla, ma quando ci prendono i cinque minuti sappiamo essere i migliori. Come dimostra questa lettera.

(da Macchianera)

Non è sempre Pasqua


Qualcuno mi ha costretto ad ammettere anche ogni tanto il Lebowsky che c'è in me può anche sgarrare. Si poteva far di meglio.

Bei risvegli

C'ho sperato tanto, alla fine è arrivato. Svegliarsi in prima mattina, sulle note di Barry White ed avere queste belle notizie mi mette di buon umore.
Leggere "Velocità: 1.5 Mbps" mi fa stare tanto tanto bene! Anche se ho un po' di rammarico per tenere un vantaggio del genere a 110 km di distanza dal mio momentaneo luogo di residenza. Sfrutterò le sue potenzialità, non appena mi sarà possibile, questi 2 giorni che mi rimangono da pescarese nella mia città natia. Lo fonderò, possa cascare il cielo!
Il mio pensiero va a tutti coloro che per questo upgrade stanno facendo a cazzotti con Telecom o chi per loro. Come Alessio, che s'è ritrovato senza linea digitale proprio a causa dell'upgrade. L'azienda di Tronchetti Provera è stata così gentile da promettergli la 1280, che gli ha tolto la 640 prima dimenticandosi di riconnetterlo per l'upgrade. E sappiamo tutti le difficoltà che si incontrano con una dannata 56kbps.
Buon upgrade a tutti.

venerdì, febbraio 18, 2005

Another Blog On The Wall

Da quando Ohmasa, Staedler e compagnia bella hanno inventato i pennarelli indelebili, i muri delle città sono in pericolo. Non solo quelli alla luce del sole, ma anche quelli dei bagni, delle scuole, degli atenei. Spesso i muri delle città sono vittime di vandalismo o ignare basi per opere d'arte come questa o questa.
Talvolta raccontano un amore trovato o perso, la rabbia verso una determinata fazione politica o semplicemente la voglia di apparire agli occhi di tutti. Raccontano tante cose, che appartengono ad almeno uno di noi.
Avrà pensato a questo Antonio Soti, detentore del Webgol. Spulciando l'Aggregator, ho trovato traccia di un suo post sul futuro dei blog. A quanto pare sembra che ciò che ora è telematico diventerà "murale", stampato sul cemento armato di un muro portante o sul compensato di una porta di qualche bagno pubblico.
Intanto io mi impegnerò a riportare qualche lampo di genio delle zone da me frequentate. In attesa di una macchina fotografica nuova e di un account su Flickr, dovrete accontentarvi delle semplici lettere dell'alfabeto.

Vi parlerò di un uomo (v1.0)

Vi parlerò di un uomo
il suo nome? Non cercatelo sui libri
il suo non è un nome, è un modo d'essere
il suo nome è Io so figo

Vi parlerò di un uomo
un uomo che ha fatto delle donne
il suo pane quotidiano
un uomo che ha fatto dei distributori automatici
il suo beauty farm personale

Vi parlerò di un uomo
e della sua leccata di vacca da museo
vi parlerei anche della vacca in questione
ma sfortunatamente è morta per avvelenamento

Cellulare d'ultima generazione
look discotecaro fino allo strenuo
occhiali da sole anche col peggior temporale della storia
accento romanesco che fa sempre colpo

Vi parlerò di un uomo
quell'uomo che degli scalini di Coppito I
ha fatto la sua passerella personale
peccato che siano solo sanpietrini senza fotografi ai bordi

Vi parlerò di un uomo
occhi dolci a tutte le donne, basta che respirino
vi parlerò di quelle donne che lo illudono
e tra di loro lo deridono

Vi parlerò di un uomo
recordman per il tempo impiegato
ad implementare una funzione
tanto che il suo pc ha cacciato le braccia e lo ha schiaffeggiato

Vi parlerò di un uomo
e del suo wallpaper firmato D&G
e del suo sfondo Nokia D&G
e del suo acronimo: Deficiente&Gaio

Semmai un giorno vi capitasse di incontrarlo
ricordatevi di queste mie parole
cosicché voi potrete constatare
che in giro c'è gente strana, molto strana

E se volete un consiglio, nel caso foste donne
fate come quando andate sole sulla strada di casa
e magari vi sentite osservate:
tirate diritto!

giovedì, febbraio 17, 2005

Cafe' Rovente - Atto Terzo (e ultimo)

Ore 9. Una tre-giorni di fuoco sta per concludersi: di fronte l'ultima prova del primo giro di boa del trimestre, Ricerca Operativa. Un corso seguito non solo da Informatici ma anche da Matematici di indirizzo informatico e finanziario, un corso che - unito agli altri 3 - ha creato scompiglio tra i banchi dell'Aula Magna. Stamane Coppito s'è svegliata nuvolosa, incerta, indecisa e fredda. Un po' come mi son svegliato io.

Ore 9,45. «Mi raccomando non aprite i compiti prima della nostra autorizzazione». Nonostante il consistente ritardo d'inizio e dopo un appello che è durato quasi un quarto d'ora, c'è ancora chi dice di aspettare. Sbircio a 360° l'aula in cerca di volti confortanti: la mia ricerca non è andata a buon fine. Tutti - esclusi quelli di Ricerca Operativa II - mi guardano come per dire: «Ma che ci sto a fa' qua!». Forse l'unico meno dubitoso di tutti è proprio Juri, manco a dirlo. D'altronde si sa, i treni non li fermi con poco.

Ore 11.40. Quella che doveva essere una grassa risata si trasforma in un rammarico: da questo parziale potevo aspettarmi di più, ma, senza tener fede alle scuse, la mole di corsi che ha preceduto questo appello è stata senza dubbio improponibile e sproporzionata (almeno alle mie capacità). Così, dopo il terzo tuffo, ora sono in attesa del voto finale dei giudici. Quei giudici che, da queste parti, sono tutt'altro che clementi.

mercoledì, febbraio 16, 2005

Cafe' Rovente - Atto Secondo

Ore 9. Di uguale a ieri c'è solo l'ora d'inizio. Le sensazioni sembrano essere differenti, il compito è un po' meno spiazzante del precedente. Questa volta la maglietta di Shevchenko sento di indossarla io - e, come juventino, è un'affermazione dolente. La prova di Programmazione non mi preoccupa come quella di Sistemi Operativi, perciò, dopo il quotidiano caffellatte, prendo posto in C1.10. Per curiosità mi avvio verso Coppito-1, e vedo che per la prova di Lab. Algoritmi la situazione è ben diversa. L'unico con il cuore in pace e con la coscienza a posto sembro essere io. Di qua, la tensione ha toccato i limiti: a confronto, la prova di ieri sembrava una passeggiata.

Ore 9,45. Parte la prova. Sembrerà assurdo, ma la Inverardi stava per farmela. Un esercizio abbastanza cattivo mi manda in paranoia. Comincio a dubitare, a guardare sotto dal trampolino come se sotto non ci fosse acqua. E' soltanto un timore passeggero, per fortuna. Dopo un'attenta riflessione ed un'accurata osservazione, riesco a sincronizzare tutto.

Ore 11.55. Il mio calvario è terminato, questa volta ho guadagnato il bordo vasca con più agilità e sicurezza. Da come s'erano messe le cose, credevo di andare incontro a problemi di riemersione come quelli di ieri. Anche questa volta, fortunatamente, s'è trattato di un fuoco di paglia. Il calvario di Coppito-1, invece, sembra non terminare. Ad uno ad uno escono le vittime da Aula Magna e 2.4, tutte con facce di bronzo o quasi. In pochi sono ottimisti sui risultati, mentre la maggior parte pare essere rinunciataria. Scampato pericolo o mancata possibilità? Lo vedremo a marzo.

martedì, febbraio 15, 2005

Cafe' Rovente - Atto Primo

Ore 9. Coppito sta subendo una nevicata intensa ma non pesante, la facoltà è gelida come al solito e la tensione sale con un ritmo incrementale ogni minuto che passa. Sistemi Operativi è stabilito per le 10, ma a quest'ora Aula Magna e 1.6 sono già assediate.

Ore 9,30. Caffé lungo per mettere in moto il cervello, l'ultimo sguardo al libro, l'ultimo concetto chiarito, l'ultima sfregata di zebedei (risp. di seno) come rito propiziatorio. L'ultimo ostacolo da superare prima dell'inizio dell'esame non è un concetto, un algoritmo, un capitolo del libro: è l'ansia. L'ansia di cominciare, l'ansia di far bene, l'ansia di poter uscire dall'aula con la coscienza a posto.

Ore 10,15. Di fronte a me un compito che, inizialmente, mi terrorizza. Classico vuoto mentale iniziale. Sembra che delle 9 domande non ne sappia soddisfare una, neanche a pagarla. Poi, il cervello si ricorda del caffè di tre quarti d'ora prima e si rimette in moto. I concetti tornano a galla, un po' come un atleta specializzato in tuffi da un trampolino. Il tuffo è piaciuto, ora è il momento di risalire a pelo d'acqua.

Ore 12.20. Consegno. Ho raggiunto il bordo vasca senza nascodere la difficoltà. Spiazzato dal voto dei giudici. Sembro Buffon alla finale di Champions League, quel triste dì di maggio a Manchester. Cortellessa portava una maglia bianca numerata col 7. Nonostante tutto, quella che mi aspetta sembra non essere una doccia fredda. Il raffronto con gli altri tuffatori mi dà risultati confortanti. Da ora parte il conto alla rovescia per il giudizio finale. Il primo tuffo mi soddisfa.

lunedì, febbraio 14, 2005

In ricordo di Marco


E' già passato un anno.
Lo ritrovarono in un motel, steso sul pavimento, già in volata verso un altro mondo, quello che non l'avrebbe criticato, quello che non l'avrebbe bersagliato per nessuna ragione al mondo. L'ultimo sforzo, la salita più ripida, bandana in testa e via, volare in alto. Emozionando, come lui ci aveva abituato. Questa volta la bicicletta, però, aveva la forma di due ali.
E' stato l'ultimo sprint, l'ultima sudata del Pirata.
Un Pirata solo, triste. Che nessuno ebbe il coraggio di aiutare. O quanto meno di capire.

Innamorati un corno


Buon San Valentino a tutti. Anche a coloro che spenderanno tanto in nome dell'amore.

venerdì, febbraio 11, 2005

Vermi da platea

Da sempre coloro che sono sotto i riflettori dello spettacolo hanno l'obiettivo puntato contro, passando dalla più aspra delle critiche al più gradevole dei complimenti. Da sempre critica esperta e opinione pubblica hanno fatto parte del bagaglio di un artista, siano esse favorevoli o meno. E' anche l'opinione altrui a far crescere un talento, si individuano meglio i propri difetti, cercando di intraprendere la giusta strada per arrivare ad una sorta di perfezione. Critiche costruttive sono alla base di una giusta formazione artistica.
Questo, però, sembra non essere il metro di ragionamento di questi ultimi anni. Cinque, per l'esattezza. Cinque come le edizioni di Amici - già Saranno Famosi.
Con l'intento di passare una piacevole serata in compagnia di mia sorella, ho prestato particolare attenzione alla puntata di ieri sera. Ammetto senza rammarico che non era la prima volta che assistevo: la puntata di ieri, però, è stato il classico casus belli.
Senza dubbio, da quelle parti ci sono talenti eccezionali ed altri meno. Il programma - bisogna ricordarlo - ha comunque una base demagogica, non a caso la chiamano scuola. Ciò che turba gli animi degli ascoltatori e che forse è anche fonte di audience, è quella triste quanto sadica idea di far esibire i ragazzi concorrenti per poi sottoporli ad una vera e propria carneficina, collaudata da un pubblico che a tasso di acidità sembra essere messo abbastanza bene.
Gente che al posto del sangue vede scorrere fiumi di sadismo nelle proprie vene, lasciandosi talvolta cadere in frasi offensive e senza diritto di replica; donne anziane che dalla vita hanno avuto poco - sotto tutti gli aspetti -, che tentano di rifarsi buttando benzina sul fuoco deteriorando le personalità di quella dozzina di artisti in erba; ragazze e ragazzi con le quali la natura non è stata generosa, che si ribellano di quanto non gli è stato dato insultando gratuitamente chi invece è anni luce dalla loro pigrizia e dalla loro acidità.
Uno spettacolo orribile, che almeno viene bilanciato da ragazzi talentuosi e - diciamolo - bravissimi.
Le salme del coroner di C.S.I. sembrano essere meno disgustose.

giovedì, febbraio 10, 2005

Chi si rivede

Salve a tutti cari affezionati clienti del Cafè Moroe. Sentiti saluti e, spero da parte vostra, felicità di rivedermi finalmente a servire cocktail (no eh?). Già, finalmente sono tornato a lavoro dopo tantissimo tempo, non tornavo qui nel bancone addirittura dai primi di novembre, quando vi raccontavo della nottata insonne dominata dalle elezioni americane.
Siamo già a metà febbraio oramai, è passato il natale, è finito l'anno, ne è ricominciato un altro, e soprattutto sono successe tante cose; dagli ormai famosissimi fatti di cronaca dello tsunami del sud-est asiatico, al brutto deragliamento di Crevalcore che ha aperto in negativo il 2005, fatti che dimostrano che purtroppo le cattive notizie non vanno in vacanza, dal trepiedi tirato in testa al Premier Berlusconi, all'exploit raccapricciante delle sorelle Lecciso in televisione. Insomma, storia, o meglio, storie, storie di dettagli, di episodi, di avvenimenti che poi a loro volta fanno LA storia. E nel frattempo, anche ognuno di noi ha avuto le proprie storie, dalle ripartenze nella fredda Coppito del nostro timoniere Moroe, alla grande nevicata, quasi storica appunto, che abbiamo visto accanirsi nelle nostre zone nelle ultime settimane, ad un week end di neve, senza corrente elettrica, che mentalmente mi ha trascinato, come in un tunnel spazio-temporale, in una Penne cinquecentesca, medioevale, in cui il popolo era facile preda di crudeli condizioni climatiche che si abbatevano senza pietà, levando la luce, facendo diventare una normale cittadina della provincia pescarese dell'era moderna in uno sperduto borgo feudale, al confine con la fine del mondo, in un buio sovrannaturale. Come dire, più che Penne sembrava la Vetica dell'800.
Altre storie, il classico black-out informatico che puntualmente colpisce il mio pc agli inizi di gennaio, non so come succeda precisamente ogni anno; un appuntamento, forse, in cui la macchina sente la tristezza del padrone dovuta alla fine delle feste, e si abbandona in malattie informatiche.
Storie, così normali, di ogni giorno, ma anche così tante, tante quante ne possono succedere dai primi di novembre fino a oggi, con la promessa di raccontarcene, di storie, qui insieme al Cafè Moroe, il bar più accogliente della rete.
Alla prossima, sperando che non sia tra due mesi!

martedì, febbraio 08, 2005

Corri bit, corri

Ci siamo. Il tanto annunciato upgrade è ormai alle porte. In molti casi l'aggiornamento della linea ADSL - da 640 a 1280 kbps in downstreaming, invariata la banda upstreaming - è già avvenuta, mentre nella maggior parte dei casi bisognerà attendere ancora una o due settimane. O forse più, data l'incompatibilità o la ruralità dei doppini delle zone periferiche, dove la banda a 1280 kbps non potrà essere garantita da subito. Su Punto Informatico si legge:

Durerà invece a lungo il nuovo digital divide che colpirà l'Italia dopo questo upgrade: non tutti i doppini infatti possono arrivare a 1.280 Kbps (solo l'88 per cento, si dice nel sito di Telecom Italia Wholesale). "Tutte le ADSL italiane diventano quindi best effort: i provider tenteranno di attivarle a 1 o 2 Megabit, ma alcune potranno andare al massimo a 640. E il canone sarà comunque lo stesso", spiega Veneziani. I problemi sono i doppini usurati o magari troppo distanti dalla centrale, come avviene perlopiù nelle zone periferiche e rurali. Nel primo caso forse si potrebbe risolvere tramite un'ADSL cablata su doppino aggiuntivo. Nel secondo, niente da fare: bisogna arrendersi alla gabbia del 640, mentre gli altri potranno andare almeno a 1 Megabit.
Un vero peccato il mancato upgrade dell'upstreaming: quei 256 kbps limitano molto il traffico tra utenti ADSL. Un pensiero va al caro L0LL0, che con la sua webradio vorrebbe avere un po' più di spazio e 256 kbps gli vanno davvero stretti.
Lui sogna la fibra ottica, io la pretendo!

P.S.: I sogni son destinati ad avverarsi. E, a quanto pare, qualcosa comincia già a muoversi. Attenderò quel giorno con stoica fibrillazione.

lunedì, febbraio 07, 2005

Il vero sport

E' trascorso un altro weekend all'insegna dello sport, di errori arbitrali, di curve che fischiano i propri allenatori, di exploit all'ultimo minuto - leggi paraculata di Crespo oppure Ics Come Inter - e di partite da consegnare alla storia. La giornata calcistica ci ha regalato emozioni che però, contrapposte ai soliti malanni, ci fanno equilibrare quel solito spettacolo domenicale.
Il vero spettacolo, invece, s'è consumato in mattinata. Prima che Vieri e compagnia bella scendessero in campo, prima che la premiata ditta Ventura&Gnocchi cominciassero a dar scena nel primo pomeriggio.
Una montagna bianca, un sole che nulla può contro il gelo d'alta quota, la gravità che ti spinge fino a valle e la forza nelle gambe per controllarla è spinta all'estremo. Neanche 20 anni ed avere addosso le responsabilità di un'intera nazionale. I grandi nomi - fatta eccezione per la Kostelic - per un giorno si son fatti da parte. E' scesa lei, con la tuta blu e bianca, lo sguardo che puntava dritto verso il traguardo senza preoccuparsi di chi la seguiva o chi la precedeva. Elena è scesa senza dare troppa importanza al risultato, ma mettendo in primo piano il suo talento agonistico, con l'ingenuità e la tenacia che nelle ragazze della sua età è difficile trovare.
La valle l'ha accolta a braccia aperte, il podio le ha riservato il 2° gradino. Niente male per una diciannovenne. Ciò che l'ha resa vittoriosa su tutto, però, sono state le sue parole a fine gara: "Dedico questa vittoria a Marco Pantani, al quale ho sempre voluto bene".
Son sicuro che tra quelle montagne, dove il Pirata era solito dare spettacolo, Elena ha avuto una marcia in più, guidata dal suo stesso idolo. Un idolo immortale, che rimarrà impresso nella memoria di tutti. Come la vittoria di Elena.

venerdì, febbraio 04, 2005

Viva Fiorello

A quanto pare, noi radioascoltatori di Viva Radio 2, l'abbiamo sempre vinta ed in anteprima. Il nostro caro senior Fiorello Rosario, co-conduttore di Baldini nella trasmissione radiofonica più riuscita del daytime in modulazione di frequenza, ha anticipato il nome della valletta mora del prossimo festival. Tranquilli, non saranno tette e culi a convincermi di seguire quella sottospecie di "Scanzonatissima" raffinata.
Il suo nome è Federica Felini - e non Fellini, come si legge in giro -, nome al quale le testate giornalistiche fanno riferimento in seguito alle parole del presentatore siciliano:

"Inizia con la F ed ha fatto un calendario per la IP"

Da quanto se ne possa avvenire, si tratta di un'anticipazione errata. Infatti, così come sono decollati, i clamori son subito precipitati nel giro di un'intervista - alla diretta interessata - ed una telefonata - al direttore di Rai1 Del Noce.
Stai a vedere che lunedì, giorno della conferenza stampa per la presentazione del Festival, non ti si presenta quella bella figliuola castamente vestita e seduta tra Bonolis e Del Noce?
Chissà se Fiorello, come accadde per la scorsa edizione con la Gerini, avrà visto giusto ancora una volta.