sabato, gennaio 08, 2005

Numero numero... cinquantacinque!

Tutto cominciò 55 anni fa. Questo numero, dalle mie parti, è ben accetto, essendo l'anno di nascita di entrambi i miei genitori. Un numero che, in teoria, dovrebbe farmi ben pensare.
E' arrivato un altro momento per abbattere l'ennesimo mito. Quest'anno, 55 vuol dire 55esima edizione del Festival della Canzone Italiana, all'anagrafe Festival di Sanremo. Il Giro si trova alla sua 89esima edizione e, nonostante la bagarre degli ultimi anni, è una manifestazione che non perde mai il suo fascino. "E' una manifestazione sportiva" mi direte. Anche voi avete ragione. Questo era per introdurre la sezione Non-Ne-Possiamo-Più.
Scandali, pettegolezzi, dietro-le-quinte rivelatori, cantanti che dovevano vincere ma che poi dovevano vincere altri, allora arrivano secondi.
Ne abbiamo le palle piene.
Sopratutto se, nello speciale del telegiornale serale, senti l'elenco degli artisti in gara e, tutto d'un tratto, ti senti ricatapultato indietro alla prima edizione del Festival. Cantanti fossilizzati riportati alla luce da Angela (leggi Arigliano), cantautori demodè ma con la fama di giaguaro (leggi Califano), artisti che implorano di lasciarli "cantare con la chitarra in mano" (leggi Cotugno).
Mi fermo qui, ma attenti: potrei continuare.
Da questa valle di lacrime salviamo gente come Renga e Alexia, le uniche note per le quali presterei volentieri attenzione. E non chiedetemi perchè, dopo aver sfogliato l'elenco e aver incontrato una Dj Francesco Band (dj per modo di dire), dal primo marzo al 5 marzo, non sarò sintonizzato sul Festival.
Spero solo che riproporranno la Gialappas in diretta da Radio Due, un canale alternativo ed efficace per far sembrare interessante una manifestazione che ormai, data l'età, comincia ad avere le ossa fragili.
Ringrazio Iddio che nella mia abitazione di Coppito, Rai 1 si prende male (ovviamente, me ne guarderò bene dal chiamare l'antennista per ripolarizzare l'antenna).