martedì, novembre 02, 2004

Forse qualcosa sta cambiando...

Ormai credo sia sottinteso che c'è, oggigiorno, un sentimento di scontento generale verso la politica in quanto istituzione, o meglio, verso la figura del "politico"; serpeggia dominante questo sentimento, tra la gente comune, di repellenza nei confronti dell'attuale classe dirigenziale politica, questo è un dato di fatto, ognuno di noi, guardando le news che arrivano da Palazzo Madama, ha almeno una volta espresso il suo disprezzo personale, e sicuramente l'ho fatto anch'io.
Ma forse qualcosa sta cambiando. La politica, ma soprattutto il modo di ragionare e ancor di più di OPERARE sta volgendo verso il cambio della guardia, quello che io ho sempre sognato, l'entrata in una politica più moderna, nei contenuti, nella concretezza e nella mentalità dei politici stessi, protagonisti di questo tram tram che dovrebbero farci da esempio nel cambio di mentalità verso la politica, ma che così non è avvenuto. O meglio non è avvenuto fino a poco tempo fa.
Finalmente in Italia c'è stata una svolta significativa nel campo sanitario-farmacologico: è andata a buon fine una proposta di legge portata avanti dalla coalizione di sinistra, riguardante l'obbligo, da parte delle case farmacologiche, di produrre anche medicine di uso comune in porzione monouso, quelle che volgarmente potremmo chiamare "medicine sfuse", ad esempio una confezione di un'unica aspirina. Ripeto finalmente, perchè è un grande traguardo: si vanno a risparmiare molteplici risorse, tra le quali i risparmi di noi consumatori, i quali potremo acquistare medicine nella quantità di cui necessitiamo, senza incorrere in un surplus di prodotto che, magari non necessario, ci avanza e va perso in casa, dove scade riposto magari in qualche credenza. Altro vantaggio è che possono acquistare più facilmente medicinali di frequente uso anche le fascie meno abbienti, senza andare a gravare con l'acquisto le disponibilità economiche dei meno ricchi, e soprattutto si evita lo spreco di medicinali, caso negativo molto in voga in Italia, ma mai affrontato.

Ciò che volevo affermare, tramite questa notizia, non è tanto l'arrivo di questa nuova legge (già da tempo adottata in Paesi europei tipo Francia Inghilterra e Germania, a mio modo di vedere un pò più concreti di noi dal punto di vista giuridico), ma il fatto che finalmente anche i politici di casa nostra hanno saputo crescere e collaborare insieme, per il bene di noi tutti.
Innanzitutto, hanno aperto gli occhi (alla buon'ora) su un campo di vitale importanza per i cittadini, quello sanitario-farmacologico, in cui si sa, non si può assolutamente scherzare.
E hanno saputo anche collaborare tra coalizioni opposte, dimostrando che forse qualcosa sta cambiando, forse si sta entrando in un'era diversa, in cui la politica diventi di concezione moderna, in cui i piani di "politica da palazzo" e le rivalità vengono messe in secondo piano rispetto al vero bisogno di noi Italiani.
La proposta di legge è stata proposta dalla sinistra, e con un ottimo lavoro hanno saputo, i rappresentanti di destra, capire l'importanza della legge, ben proposta dall'altra fazione, e collaborando al meglio è stata passata a legge. Menomale che talvolta anche i nostri politici sanno "fare scuola", mettendo da parte l'importanza del voto, il classico atteggiamento politico italiano, il beccarsi e l'abitudine di dissapprovare sempre il lavoro dei propri rivali, a priori. Un opposizione che sa fare l'OPPOSIZIONE, e una maggioranza che sa fare la MAGGIORANZA, indubbiamente una politica più adulta.

Stesso nuovo vento negli Stati Uniti.
Nell'infuocatissima campagna elettorale tra Bush e Kerry, forse la più seguita nella storia degli U.S.A., i due pretendenti alla poltrona più ambita al mondo, si sono espressi in maniera uguale in risposta al filmato del terrorista Osama Bin Laden.
Una risposta univoca, anche se i due sono in piena lotta, nel bel mezzo di una campagna elettorale incandescende, hanno dato una dimostrazione di grande responsabilità e intelligenza al loro elettorato, trovandosi d'accordo alla lotta contro il terrorismo internazionale e soprattutto hanno dato un'immagine di grande forza del Paese come risposta ai criminali di guerra.
Ancora nitida nella mia testa dichiarazioni di alcuni "politicanti" italiani, tipo l'onorevole Rizzo, in cui una sera dichiarò "di non prendere parte ai cortei contro il terrorismo se fosse stato lì presente Berlusconi".
Finalmente si è capito che contro certe cose, bisogna mettere da parte lo stupido conflitto tra fazioni politiche, ed andare incontro al bene di noi tutti, che sia una svolta in campo sanitario o, addirittura, che riguardi l'importanza di avere una nazione intera UNITA contro il terrorismo.
Finalmente qualcosa sta cambiando....