lunedì, novembre 15, 2004

Arrivederci Chicco

E' fuori anche lui.
La notizia ormai è già vecchia di qualche giorno, e la sorda non-partecipazione dei media a questo increscioso evento porta con sè una ventata d'angoscia inevitabile e avvilente, e così palese che ci vuole veramente il pelo sullo stomaco per non sentire i conati. O, come nel caso dei più, basta tapparsi il naso, o per meglio dire, le orecchie e gli occhi. Tanto la bocca ce l'hanno già serrata da un pezzo. A tutti.
Dall'altro ieri anche a lui.
Enrico Mentana, uno dei migliori giornalisti per imparzialità d'idee, chiarezza e completezza d'esposizione, professionalità indiscussa e ovunque riconosciuta, detto "Chicco" dagli affettuosi colleghi di Striscia, è stato silurato. Significa che il TG5 inventato da lui non è piu suo. Vuol dire che qualcuno dall'alto, da più in alto di lui, ha deciso che il Direttore non meritava di essere più tale. Non solo, ma non meritava più di Apparire neanche, non doveva essere più Mentana.
Doveva dire di no e abbandonare il suo progetto, il suo sogno divenuto realtà, il suo amato prodotto così ben riuscito, il suo TG. Insomma è arrivato qualcuno travestito da assistente sociale per portare via "l'unico figlio" al nostro Chicco.
Perchè?
Non lo so. Non si capisce. Non se ne viene a capo, almeno per chi, come me, non ha mai riscontrato nell'operato di Enrico Mentana alcunchè di scorretto, parziale o viziato.
A lui non hanno detto molto. L'hanno accusato di fare uso improprio della sua posizione dominante e di pubblica visività, di non svolgere imparzialmente il proprio lavoro e che quindi non meritava più di continuare a fare quello che per lui era un dovere. Non poteva più rispettare il patto d'imparzialità stipulato pubblicamente con i suoi spettatori all'inizio dell'avventura del TG5.
I suoi colleghi, forse più per paura e smarrimento che per solidarietà, hanno indetto lo stato di agitazione. A me è suonato più come una dichiarazione di stato di "confusione", ma all'atto pratico la sfumatura è sottile, e alla fine a nessuno importa; al telespettatore che non aspetta altro di vedere che vino tracannerà quest'oggi il sommelier di Gusto, non importa nulla dello stato di agitazione, anzi, ne rimane quasi deluso aspettandosi qualche comportamento anomalo e agitato da parte dei mezzi busti, magari qualche lancio di fogli, qualche parolaccia, qualche novità che però non arriva, perchè l'agitazione è ufficiale ma non può essere espressa, perchè bisogna continuare a dare le notizie. E allora la gente dimentica presto lo stato di agitazione, ne dimentica presto il motivo, l'indignazione passa e resta solo quello che fa comodo.
Sì, vabè, ma la domanda resta e dopo questa riflessione essa si fa ancora più insistente: fa comodo a chi?
E di nuovo, perchè?
Nessuno lo sa. Nessuno lo saprà mai. Non lo sapremo mai. Perchè non ce lo vogliono dire, altrimenti lo sapremmo già tutti da un capo all'altro del mondo, come i global media vogliono.
E allora, quando accade una sventura in circostanze misteriose, cosa si fa? Si fantastica, è ovvio, si fanno supposizioni, ipotesi, si ponderano le possibili cause e si favoleggia su chi si nasconde dietro la maschera del cattivo di turno, che ha imprigionato nelle fauci dell'oblio Chicco Mentana, ci si chiede chi ha spento il suo microfono, chi ha staccato la spina al riflettore che illuminava la sua scrivania.
Non si sa.
Allora, tra l'indignazione e lo sconforto, mi abbandono anche io alle fantasticherie demagogiche. Voglio inzuppare anche io il pane nel minestrone della dietrologia. Lasciatemi divertire un po', e chissà che il racconto non piaccia anche a voi.

C'era una volta il TG5...
Il suo direttore Enrico Mentana regnava indiscusso sulla sua scrivania e il suo mezzobusto era il più autoritario e imparziale di tutta la tv privata. Il suo potere con gli anni andava sempre aumentando acquistando anche più credito di molti suoi colleghi della tv pubblica.
I tempi però si facevano di anno in anno più cupi e gli eventi socio-politici nel mondo intorno a Chicco si facevano ogni giorno più incomprensibili e minacciosi. Chicco però matenevaempre la sua profesisonalità e si sapeva destreggiare bene in mezzo a questioni di estrema delicatezza.
L'importante era che nessuno mettesse le mani in quello che era suo di diritto. L'essenziale era che lui rimanesse il degno e unico rettore del suo TG. Era giusto che il suo regno, per rimanere integro, seguisse la strada presa fin dall'inizio, senza deragliare per volere altrui.
Purtroppo un giorno successe anche questo.
Sotto il governo galattico del Presidente Berlusconi nel 2004 venne votata la legge che decideva il definitivo cancellamento della leva miliare e il suo passaggio a regime di volontariato, sul modello americano. Nacque e si accrebbe tra i neuroni presidenziali l'idea che il progetto andava non solo approvato, ma che bisognava sensibilizzare i giovani e in generale tutto il popolo sull'importanza dell'esercito e sulla dignità della figura del soldato. Qualcuno disse che "era ora", perchè gli uomini in uniforme non avevno mai avuto degno spazio tra i media, nonostante la loro costante posizione di rischio. Il mometo era propizio perchè si avvicinava anche l'anniversario della sciagura di Nassiriya e il presidente Berlusconi decise di usare per la sua campagna pubblicitaria sul corpo militare la sua arma più potente: la tv. Non solo, ma decise di sfruttare l'unica e forse ultima forma di intrattenimento televisivo da lui gestito e pagato di cui gli italiani si fidavano: il TG5. Chiamò Chicco Mentana e lo convocò in udienza. Il messaggio era Chiaro: bisognava sfruttare i giorni dedicati al ricordo dei defunti di Nassiriya per raccontare alla gente le loro vite, per scavare tra le loro famiglie alla ricerca di particolari commoventi, toccanti. E bisognava farlo in modo che a farci bella figura fosse non tanto il caduto, quanto la sua divisa. Bisognava convincere che la vita del soldato era tutto sommato bella, che si autoalimentava della soddisfazione di servire la patria, e che tutte le difficoltà passavano per questo in secondo piano. E tutto ciò bisognava farlo dire in un modo o nell'altro da qualcuno di cui lo spettatore si potesse fidare: i parenti e i colleghi dei caduti.
Mentana rimase basito dalla richiesta che il suo superiore gli stava facendo: scavare nel dolore delle famiglie italiane, andare a mettere le mani nei ricordi più dolci e privati di alcuni italiani colpiti dal dolore, per promuovere in maniera subdola ed implicita la divisa militare.Per arrivare ad anno nuovo, con l'entrata in vigore del volontariato militare, potendocisi aspettare un numero già cospicuo di domande di volontariato, un numero già incoraggiante di nuovi soldati. Giovani che, in quei giorni di doloroso ricordo, avrebbero dovuto essere colpiti dal messaggio televisivo, dall'importanza e dalla digntà della divisa, ad ogni costo.
Chicco riassunse il concetto, perche non credeva al cinismo spietato della richiesta: strumentalizzare il dolore degli italiani per mandare a morire altri giovani italiani?
No, questo non sarebbe mai entrato nel suo Tg. Chicco aveva una dignità, e il suo Tg una credibilità. Non avrebbe venduto la sua imparzialità solo per evitare una brutta figura al governo: dover constatare cioè che i giovani italiani si guardano bene di sognare una carriera militare e che quindi il passaggio a un sistema di volontariato si sarebbe presto tradotto in un fallimento. Non sapeva però, il povero Chicco, che il potere del Cavaliere era talmente immenso da potergli togliere ogni autorità nel Tg, da farlo scomparire come aveva fatto in precedenza con Biagi, Santoro, Guzzanti( Sabina & Corrado), Funari, ecc ecc, senza che nessuno protestasse più di tanto. E così andò purtroppo per lui, gli venne tolto il comando del Tg, gli venne tolta la voce, e i messaggi del Cavaliere, le promozioni oscure della leva militare andarono in onda, con buona pace del buon senso, e di chi voleva ricordare in silenzio, senza accanimenti mediatici.
Eppure Chicco sapeva del dolore delle famiglie dei caduti di Nassiriya, rispettava la divisa e la sua dignità, ma non per questo sarebbe venuto meno al suo patto di imparzialità stipulato anni prima con i telespettatori.
E da quel giorno Chicco tacque, ma col senno di poi, si rasserenò pensando che aveva agito nel giusto, e che la morte di quei valorosi soldati non era stata sfruttata da lui in alcun modo.
Fine

Questa è la favola che gli eventi mediatici di questi ultimi giorni mi hanno suggerito. Chissà, magari è solo un mucchio di frottole o di ragionamenti e collegamenti paranoici, fatto sta che comunnque sento crescere un profondo senso di rispetto per Enrico Mentana, e una sincera gratitudine a chi come lui ha lottato per farci sapere cosa succede DAVVERO nel mondo.
Perciò dico: Grazie Chicco, e Arrivederci.
Cin Cin.

3 Commenti:

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