lunedì, novembre 29, 2004

Ripartenze - Atto Secondo

E torno a sostar
in quell'angolo di studio
terso e cosparso
di strane creature
che mischie a cicche
fan di noi
la quotidiana sorte.
La natìa lontana
ancor una volta
abbandono,
prendendone stimolo
per ciò che verrà
e per quel che sarò.
Di notte fuggiasche
e prede dell'etilico
ho ancora l'indelebile
segno sul volto,
m'ancor più nella mente
le grida si stampano
e le note di una serata.
Il ritorno, in fondo
è comunque vicino.
Nulla mi separerà
da quel che sono stato
da quel che sono
e da quel che sarò.

venerdì, novembre 26, 2004

Bisogni primordiali d'ateneo


Questa è la prova multietnica del mio impegno a seguire le lezioni di Fisica. Ogni laureando si fa in quattro per riservarsi un posto, ma molte volte l'incombenza della maleducazione altrui rende inutile tanto impegno per una sedia in aula magna.
Visto che non tutti parliamo la stessa lingua, io mi sono regolato di conseguenza: Italiano - la lingua del paese -, Inglese - la lingua internazionale -, Pescarese - la mia lingua.

lunedì, novembre 15, 2004

Arrivederci Chicco

E' fuori anche lui.
La notizia ormai è già vecchia di qualche giorno, e la sorda non-partecipazione dei media a questo increscioso evento porta con sè una ventata d'angoscia inevitabile e avvilente, e così palese che ci vuole veramente il pelo sullo stomaco per non sentire i conati. O, come nel caso dei più, basta tapparsi il naso, o per meglio dire, le orecchie e gli occhi. Tanto la bocca ce l'hanno già serrata da un pezzo. A tutti.
Dall'altro ieri anche a lui.
Enrico Mentana, uno dei migliori giornalisti per imparzialità d'idee, chiarezza e completezza d'esposizione, professionalità indiscussa e ovunque riconosciuta, detto "Chicco" dagli affettuosi colleghi di Striscia, è stato silurato. Significa che il TG5 inventato da lui non è piu suo. Vuol dire che qualcuno dall'alto, da più in alto di lui, ha deciso che il Direttore non meritava di essere più tale. Non solo, ma non meritava più di Apparire neanche, non doveva essere più Mentana.
Doveva dire di no e abbandonare il suo progetto, il suo sogno divenuto realtà, il suo amato prodotto così ben riuscito, il suo TG. Insomma è arrivato qualcuno travestito da assistente sociale per portare via "l'unico figlio" al nostro Chicco.
Perchè?
Non lo so. Non si capisce. Non se ne viene a capo, almeno per chi, come me, non ha mai riscontrato nell'operato di Enrico Mentana alcunchè di scorretto, parziale o viziato.
A lui non hanno detto molto. L'hanno accusato di fare uso improprio della sua posizione dominante e di pubblica visività, di non svolgere imparzialmente il proprio lavoro e che quindi non meritava più di continuare a fare quello che per lui era un dovere. Non poteva più rispettare il patto d'imparzialità stipulato pubblicamente con i suoi spettatori all'inizio dell'avventura del TG5.
I suoi colleghi, forse più per paura e smarrimento che per solidarietà, hanno indetto lo stato di agitazione. A me è suonato più come una dichiarazione di stato di "confusione", ma all'atto pratico la sfumatura è sottile, e alla fine a nessuno importa; al telespettatore che non aspetta altro di vedere che vino tracannerà quest'oggi il sommelier di Gusto, non importa nulla dello stato di agitazione, anzi, ne rimane quasi deluso aspettandosi qualche comportamento anomalo e agitato da parte dei mezzi busti, magari qualche lancio di fogli, qualche parolaccia, qualche novità che però non arriva, perchè l'agitazione è ufficiale ma non può essere espressa, perchè bisogna continuare a dare le notizie. E allora la gente dimentica presto lo stato di agitazione, ne dimentica presto il motivo, l'indignazione passa e resta solo quello che fa comodo.
Sì, vabè, ma la domanda resta e dopo questa riflessione essa si fa ancora più insistente: fa comodo a chi?
E di nuovo, perchè?
Nessuno lo sa. Nessuno lo saprà mai. Non lo sapremo mai. Perchè non ce lo vogliono dire, altrimenti lo sapremmo già tutti da un capo all'altro del mondo, come i global media vogliono.
E allora, quando accade una sventura in circostanze misteriose, cosa si fa? Si fantastica, è ovvio, si fanno supposizioni, ipotesi, si ponderano le possibili cause e si favoleggia su chi si nasconde dietro la maschera del cattivo di turno, che ha imprigionato nelle fauci dell'oblio Chicco Mentana, ci si chiede chi ha spento il suo microfono, chi ha staccato la spina al riflettore che illuminava la sua scrivania.
Non si sa.
Allora, tra l'indignazione e lo sconforto, mi abbandono anche io alle fantasticherie demagogiche. Voglio inzuppare anche io il pane nel minestrone della dietrologia. Lasciatemi divertire un po', e chissà che il racconto non piaccia anche a voi.

C'era una volta il TG5...
Il suo direttore Enrico Mentana regnava indiscusso sulla sua scrivania e il suo mezzobusto era il più autoritario e imparziale di tutta la tv privata. Il suo potere con gli anni andava sempre aumentando acquistando anche più credito di molti suoi colleghi della tv pubblica.
I tempi però si facevano di anno in anno più cupi e gli eventi socio-politici nel mondo intorno a Chicco si facevano ogni giorno più incomprensibili e minacciosi. Chicco però matenevaempre la sua profesisonalità e si sapeva destreggiare bene in mezzo a questioni di estrema delicatezza.
L'importante era che nessuno mettesse le mani in quello che era suo di diritto. L'essenziale era che lui rimanesse il degno e unico rettore del suo TG. Era giusto che il suo regno, per rimanere integro, seguisse la strada presa fin dall'inizio, senza deragliare per volere altrui.
Purtroppo un giorno successe anche questo.
Sotto il governo galattico del Presidente Berlusconi nel 2004 venne votata la legge che decideva il definitivo cancellamento della leva miliare e il suo passaggio a regime di volontariato, sul modello americano. Nacque e si accrebbe tra i neuroni presidenziali l'idea che il progetto andava non solo approvato, ma che bisognava sensibilizzare i giovani e in generale tutto il popolo sull'importanza dell'esercito e sulla dignità della figura del soldato. Qualcuno disse che "era ora", perchè gli uomini in uniforme non avevno mai avuto degno spazio tra i media, nonostante la loro costante posizione di rischio. Il mometo era propizio perchè si avvicinava anche l'anniversario della sciagura di Nassiriya e il presidente Berlusconi decise di usare per la sua campagna pubblicitaria sul corpo militare la sua arma più potente: la tv. Non solo, ma decise di sfruttare l'unica e forse ultima forma di intrattenimento televisivo da lui gestito e pagato di cui gli italiani si fidavano: il TG5. Chiamò Chicco Mentana e lo convocò in udienza. Il messaggio era Chiaro: bisognava sfruttare i giorni dedicati al ricordo dei defunti di Nassiriya per raccontare alla gente le loro vite, per scavare tra le loro famiglie alla ricerca di particolari commoventi, toccanti. E bisognava farlo in modo che a farci bella figura fosse non tanto il caduto, quanto la sua divisa. Bisognava convincere che la vita del soldato era tutto sommato bella, che si autoalimentava della soddisfazione di servire la patria, e che tutte le difficoltà passavano per questo in secondo piano. E tutto ciò bisognava farlo dire in un modo o nell'altro da qualcuno di cui lo spettatore si potesse fidare: i parenti e i colleghi dei caduti.
Mentana rimase basito dalla richiesta che il suo superiore gli stava facendo: scavare nel dolore delle famiglie italiane, andare a mettere le mani nei ricordi più dolci e privati di alcuni italiani colpiti dal dolore, per promuovere in maniera subdola ed implicita la divisa militare.Per arrivare ad anno nuovo, con l'entrata in vigore del volontariato militare, potendocisi aspettare un numero già cospicuo di domande di volontariato, un numero già incoraggiante di nuovi soldati. Giovani che, in quei giorni di doloroso ricordo, avrebbero dovuto essere colpiti dal messaggio televisivo, dall'importanza e dalla digntà della divisa, ad ogni costo.
Chicco riassunse il concetto, perche non credeva al cinismo spietato della richiesta: strumentalizzare il dolore degli italiani per mandare a morire altri giovani italiani?
No, questo non sarebbe mai entrato nel suo Tg. Chicco aveva una dignità, e il suo Tg una credibilità. Non avrebbe venduto la sua imparzialità solo per evitare una brutta figura al governo: dover constatare cioè che i giovani italiani si guardano bene di sognare una carriera militare e che quindi il passaggio a un sistema di volontariato si sarebbe presto tradotto in un fallimento. Non sapeva però, il povero Chicco, che il potere del Cavaliere era talmente immenso da potergli togliere ogni autorità nel Tg, da farlo scomparire come aveva fatto in precedenza con Biagi, Santoro, Guzzanti( Sabina & Corrado), Funari, ecc ecc, senza che nessuno protestasse più di tanto. E così andò purtroppo per lui, gli venne tolto il comando del Tg, gli venne tolta la voce, e i messaggi del Cavaliere, le promozioni oscure della leva militare andarono in onda, con buona pace del buon senso, e di chi voleva ricordare in silenzio, senza accanimenti mediatici.
Eppure Chicco sapeva del dolore delle famiglie dei caduti di Nassiriya, rispettava la divisa e la sua dignità, ma non per questo sarebbe venuto meno al suo patto di imparzialità stipulato anni prima con i telespettatori.
E da quel giorno Chicco tacque, ma col senno di poi, si rasserenò pensando che aveva agito nel giusto, e che la morte di quei valorosi soldati non era stata sfruttata da lui in alcun modo.
Fine

Questa è la favola che gli eventi mediatici di questi ultimi giorni mi hanno suggerito. Chissà, magari è solo un mucchio di frottole o di ragionamenti e collegamenti paranoici, fatto sta che comunnque sento crescere un profondo senso di rispetto per Enrico Mentana, e una sincera gratitudine a chi come lui ha lottato per farci sapere cosa succede DAVVERO nel mondo.
Perciò dico: Grazie Chicco, e Arrivederci.
Cin Cin.

venerdì, novembre 05, 2004

E così torno a Shakerarvi le idee!

I'm back. Supin di luret Back in action...proprio così.
Forse sono un po' arrugginito, forse un po' provato dalle ultime peripezie, ma vi assicuro che la voglia di tornare dietro il bancone per servirvi frappè d'opinioni, long drink di proposte, flash drinks di protesta c'è tutta, e mi fermo qui con le metafore perchè sento di aver varcato la soglia minima d'attenzione. Come dice il saggio abruzzese "L'esaggerazzion nni sta bbon a nisciuna part"!Probabilmente vi chiederete con ansia (???) quali eventi avventurosi e quali misteriose tribolazioni mi abbiano tenuto lontano dal bancone del Café Moroe. No, non sono stato messo in aspettativa... il problema è stato molto più semplice ma altrettanto fastidioso: sono rimasto senza il supporto tecnologico minimo atto a darmi la possibilità di compiere il mio dovere di barman!Sì, esatto, mi è andato in pappa il pc.
Di quali patologie fosse affetto l' ignoro, e dal momento che qui a Bologna non avevo modo di appellarmi alla clemenza di individui che facessero al caso mio, ho dovuto attendere di tornare nella mia amata Pescara City per il ricovero informatico!
I tempi sono stati lunghi ma alla fine ce l'ho fatta!Sono di nuovo qui!E di questo devo ringraziare due persone in particolare:
- Alessandro P. : grazie per la disponibilità e per la tempestività d'intervento;
- Alessandro G. : grazie per la pazienza infinita che da sempre ti contraddistingue!
Senza dilungarmi troppo, anche perche il tempo viene meno, vi prometto che presto leggerete qualcosa di mio!In ultimo mando un saluto ai miei due colleghi Uomo`Funk e Pablo Moroe, ai quali faccio i complimenti per gli ultimi drink serviti!A presto!

giovedì, novembre 04, 2004

Dall'altra parte dell'oceano

E' proprio vero. Per aspettare il giorno in cui impazzisce l'America bisogna aspettare la fine di gennaio, per vedere il Superbowl. Perchè la grande notte delle Presidenziali Usa, più che portare follia in America ha fanno impazzire letteralmente l'Italia, nel tipicoe incurabile incubo catodico che oramai perseguita noi telespettatori dello stivale.Tantissime reti televisive impegnate nella maratona notturna, con diverse decine di inviati da Boston, Washington, New York e anche Baghdad; una miriade di ospiti in studio, tra i quali gli immancabili politici italiani, innumerevoli esperti di politica americana, ambasciatoriamericani in Italia, giornalisti italo-americani e soprattutto gente, come Randi Ingerman,la cui presenza in questi programmi non è stata assolutamente compresa, o una certa Sidne Rome, mai vista in vita mia, con un accento alla Dan Peterson e un entusiasmo ingiustificato,dichiarava di essere democratica, pro-Kerry e dell'Ohio, stato che avrebbe deciso tutto. Inutile dire "chi se ne....".

Si comincia sin da presto con le classiche Rai1, Canale 5 e La7 a farsi battaglia, a contendersii poveracci che a quell'ora di notte cercano (invano) di capirci qualcosa. E' l'una: da La7 sidice che l'Ohio è prettamente democratico, e che quest'anno voterà assolutamente a Kerry. Strano,dicono, perchè è sempre stato repubblicano; da Canale 5 ribattono che quest'anno l'Ohio voterà democratico, e quando l'Ohio vota ai democratici questi ultimi hanno sempre vinto.Va bene. Non contenti gli ospiti "americani" di Porta a Porta dicono che l'Ohio in realtà hasempre votato democratico, e lo farà sicuramente anche quest'anno. Immaginarsi la mia reazione(devo dire molto "abruzzese", immaginate) quando rimettendo Canale 5 ho appurato che l'Ohio oramaiera in mano a Bush.Rimettiamo Rai1. Il buon Vespa, indaffaratissimo tra le sue carte, sembra non curarsi delle idiozieche sparano gli pseudo-ospiti. Comincia a dare notizie ufficiali riguardo i risultati nei singolistati: Ohio, pare sia Bush, Florida anche, ma c'è una fila infinita davanti ai seggi; poi viasi susseguono Michigan, Mississippi, Iowa, Wyoming, Minnesota democraticissimo, Connecticut,anche il piccolo New Hampshire e il desolato Meine cominciano ad avere importanza primaria.E poi vai, tra un risultato e un altro, si accendono quelli che avevo sempre temuto: i dibattitiall'italiana, con un'infinito numero di luoghi comuni sull'America e sugli americani: si partedal salotto di Mentana, in cui tutti sono d'accordo che un'ipotetica vittoria di Bush sarà dovutaai cosidetti stati "freestyle", stati profondamente cattolici, in cui la religione sarebbe statail primo fattore a favore del texano, stati dove regna il FONDAMENTALISMO CATTOLICO d'America.Evitamio commenti. SU La7 invece si fa finta di evitare i luoghi comuni più classici andando afinire su altri ugualmente squallidi: ci pensa Ferrara a dire sempre qualcosa di nuovo, ovvero chenon è vero che gli americani sono così religiosi, perchè questo Paese è stato sempre caratterizzatoda un grande individualismo, in cui "ognuno vede Dio nella sua maniera, e che forse individua la propria cristianità nella bandiera americana"....Da ricovero coatto. Gli altri gli danno ragionedicendo che l'America è stata sempre vista come nazione religiosa, ma oggi è ben salda una concezionepiù laica della vita.
I simpaticoni di Porta a Porta pensano bene invece di fare un piccolo disegno dei due candidati,disegno a cui corrisponde chi li vota; praticamente per loro Kerry è quello che frequenta rockstar, il tipo dandy, di nuova concezione, americano che vive la movida notturna, persona dell'East Coastche sempre più va verso un'"europizzazione". Mentre Bush è vecchia maniera, sta nel Texas, nellacotton belt, l'America rude, selvaggia, naturale, lontana dalla mondanità, dove si va a caccia con il proprio fucile e ci si veste come i propri genitori; di qui un ragionamento alquanto strano, riguardanteun'America al giorno d'oggi che è molto più retrò rispetto l'Europa, con una parte di essa, la costa Est,che sta cercando di assomigliare sempre più all'Europa. E io scemo che credevo fosse il contrario!

E dai luoghi comuni si passa a qualcosa di addirittura peggio; immancabili, verso le tre, comincianoi litigi all'italiana, la politica di casa nostra ha sempre il sopravvento su tutto, e quindi viacon il destra contro sinistra, noi contro voi, filoamericani contro antiamericani e via dicendo.Forse in tutta la nottata, la cosa migliore l'hanno detta non gli americani, non gli italiani, non idemocratici, i repubblicani, francesi e tedeschi contro la rielezione di Bush, deputati del Governoinglese pro-repubblicani, ma l'hanno detta in un'intervista dei giornalisti iracheni, secondo i qualio Bush o Kerry per loro non cambierà nulla, sono due faccie diverse della stessa medaglia, e menomale che erano loro il terzo mondo.

Stupidaggini catodiche a parte, l'altra notte gli americani ci hanno insegnato veramente delle cose importanti,innanzitutto come rimanere in collaborazione anche se si è avversari politici (proprio questo è il punto, avversarinon nemici), perchè si è tutti nella stessa barca, quindi saper rispettare sempre quelli dell'altra fazioneperchè si vuole il bene del Paese, mentre la differenza è solo nei modi in cui si vuole gestire la cosa; l'altro insegnamento è che non è vero ciò che pensiamo dell'America; in questa nazione così lontana a noi, in ogni senso, non esistono i fenomeni che noi pensiamo ci siano, nè il nazionalismo, nè l'attaccamento violento aldenaro, nè la religione fino all'esasperazione, nè un Paese laico individualista. Forse ancora nessuno di noicapisce che è un Paese così vasto, così variegato, in cui non esiste un'unica regola, un unico andamento, o almeno non esistono quelli che noi crediamo; purtroppo, noi da casa tendiamo a correlare tutto ciò che accadein Italia in scala maggiore e riportarlo in America, quasi come a supporre, pretendere di sapere, basandoci suciò che accade da noi, quasi considerandoci un'America in scala minore, come qualcuno lo ha definito IL RUGGITODEL TOPO. E questo lo abbiamo potuto vedere nella notte dell'elezioni americane, la notte in cui l'Italia ( oalmeno la sua tv) impazzì.
Il più pazzo di tutti? Uomo`funk, che ha passato la notte in bianco per vedersi tutto questo tram-tram.Ma questa non è una notizia, già lo sapevamo.

Ripartenze

E' arrivato il momento tanto inatteso. Quello di rimboccarsi le maniche, di ricominciare a lavorare di cervello, carta e penna. E' arrivato il momento di ripartire, autobus alle 16, bagagli in mano. Lasciarsi alle spalle una tuttosommato bella settimana, a parte quella parentesi di sabato notte, vissuta all'insegna del terrore in un guardaroba di 10 metri quadri. Promesse di ritorno, forse il 25 novembre, sapere di non essere qui per il mio 21esimo compleanno, il primo birthday nel freddo coppitano, passato a studiare per gli esami che ci saranno in quelle due settimane, tra 6 e 18 dicembre.
Ancora un mese di preparativi, i fuochi d'artificio appena prima di natale, e poi si torna qui a pieno regime. Non è escluso che ci si risentirà nel frattempo con post tra una formula di Fisica e un flip flop JK.
A presto, belli.

mercoledì, novembre 03, 2004

Goodmorning, spam

E' una battaglia che stanno portando avanti da molto tempo, su tutti i fronti. Dalle campagne pubblicitarie cartacee dei supermercati o simili che riempiono le nostre cassette della posta del nostro condominio, fino a coloro che riempiono le vostre caselle email giorno dopo giorno, intasandole. Vogliono veramente farla finita con questo fastidiosissimo fenomeno denominato spam.
Hanno cercato in tutti modi, ad esempio, di fermare il celebre spammer-di-professione Alessandro Saitta; a quanto pare, nonostante tutti i provider sui quali sia comparso gli hanno sbattuto la porta in faccia, il Saitta nazionale è riuscito - su webserver Interfree - a tornare a far parlare - e sparlare - di se. Quando si stancherà non spetta a noi dirlo, o meglio, deciderlo. E' chiaro che il suddetto spammer-di-professione è senza dubbio uno dei casi umani da consegnare ai luminari della psicologia, sotto l'appendice Mitomani e malati di manie di protagonismo.
Il fenomeno, però, non riguarda soltanto quei piccoli mentecatti di periferia, si espande anche ad aziende informatiche vere e proprie. Proprio oggi è venuta alla luce una denuncia avanzata dal Guardia di Finanza nei confronti della celebre Buongiorno Vitaminic, colosso nazionale in ambito pubblicitario e musica via web. Oltre allo spamming via mail, Buongiorno è stata inoltre accusata di frode informatica. Una tegola bella pesante.
Questa battaglia soddisfa non poco il popolo della Madre Rete, anche se c'è chi si domanda se fare richieste di lavoro via mail sia spam oppure no. Mi spiego meglio.
Pochi giorni fa ho ricevuto una mail da parte di un tale Heintz Richard Metzger (quell'omino nella fotina a destra), che disperatamente si chiede:

Spam o no Spam, questo è il problema !
Io credo, che se un padre disoccupato con tre bambine minorenni usa questa via per gridare al popolo Italiano
...datemi un lavoro...
non può essere considerato SPAM, in più, se questo grido il papà lancia una volta sola.
Ovviamente, il signor Metzger non ha tardato a stilare il suo curriculum vitae e a provvedere di trovare uno spazio anche per sua moglie.
Forse il signor Metzger è arrivato all'esasperazione, non riuscendo a trovare una valida occupazione e - qui lo dico e qui lo nego - mi va anche di giustificarlo un po'.
Per tutto il resto della marmaglia, i tempi duri sono appena iniziati.

Masochismo americano

Ma dico io, non v'è bastato un quadriennio di dolore, guerre inutili e manifestazioni di pace? Non v'è bastato balzare agli occhi dell'opinione pubblica mondiale come la nazione più guerrafondaia del pianeta? Non vi sono bastate le migliaia di morti tra Iraq ed Afghanistan? Non vi siete accontentati che il vostro presidente uscente sia ancora testardamente contro il protocollo di Kyoto? Non vi rendete conto di dove vi ha portato il vostro presidente? Non avete il ben che minimo senso del giusto?
Se così fosse, questo è solo masochismo, voglia di perseverare e di scendere nella vergogna totale per i prossimi 4 anni. A quanto pare, però, tutto ciò sembra giovarvi e rallegrarvi, se non farvi piacere.

martedì, novembre 02, 2004

Forse qualcosa sta cambiando...

Ormai credo sia sottinteso che c'è, oggigiorno, un sentimento di scontento generale verso la politica in quanto istituzione, o meglio, verso la figura del "politico"; serpeggia dominante questo sentimento, tra la gente comune, di repellenza nei confronti dell'attuale classe dirigenziale politica, questo è un dato di fatto, ognuno di noi, guardando le news che arrivano da Palazzo Madama, ha almeno una volta espresso il suo disprezzo personale, e sicuramente l'ho fatto anch'io.
Ma forse qualcosa sta cambiando. La politica, ma soprattutto il modo di ragionare e ancor di più di OPERARE sta volgendo verso il cambio della guardia, quello che io ho sempre sognato, l'entrata in una politica più moderna, nei contenuti, nella concretezza e nella mentalità dei politici stessi, protagonisti di questo tram tram che dovrebbero farci da esempio nel cambio di mentalità verso la politica, ma che così non è avvenuto. O meglio non è avvenuto fino a poco tempo fa.
Finalmente in Italia c'è stata una svolta significativa nel campo sanitario-farmacologico: è andata a buon fine una proposta di legge portata avanti dalla coalizione di sinistra, riguardante l'obbligo, da parte delle case farmacologiche, di produrre anche medicine di uso comune in porzione monouso, quelle che volgarmente potremmo chiamare "medicine sfuse", ad esempio una confezione di un'unica aspirina. Ripeto finalmente, perchè è un grande traguardo: si vanno a risparmiare molteplici risorse, tra le quali i risparmi di noi consumatori, i quali potremo acquistare medicine nella quantità di cui necessitiamo, senza incorrere in un surplus di prodotto che, magari non necessario, ci avanza e va perso in casa, dove scade riposto magari in qualche credenza. Altro vantaggio è che possono acquistare più facilmente medicinali di frequente uso anche le fascie meno abbienti, senza andare a gravare con l'acquisto le disponibilità economiche dei meno ricchi, e soprattutto si evita lo spreco di medicinali, caso negativo molto in voga in Italia, ma mai affrontato.

Ciò che volevo affermare, tramite questa notizia, non è tanto l'arrivo di questa nuova legge (già da tempo adottata in Paesi europei tipo Francia Inghilterra e Germania, a mio modo di vedere un pò più concreti di noi dal punto di vista giuridico), ma il fatto che finalmente anche i politici di casa nostra hanno saputo crescere e collaborare insieme, per il bene di noi tutti.
Innanzitutto, hanno aperto gli occhi (alla buon'ora) su un campo di vitale importanza per i cittadini, quello sanitario-farmacologico, in cui si sa, non si può assolutamente scherzare.
E hanno saputo anche collaborare tra coalizioni opposte, dimostrando che forse qualcosa sta cambiando, forse si sta entrando in un'era diversa, in cui la politica diventi di concezione moderna, in cui i piani di "politica da palazzo" e le rivalità vengono messe in secondo piano rispetto al vero bisogno di noi Italiani.
La proposta di legge è stata proposta dalla sinistra, e con un ottimo lavoro hanno saputo, i rappresentanti di destra, capire l'importanza della legge, ben proposta dall'altra fazione, e collaborando al meglio è stata passata a legge. Menomale che talvolta anche i nostri politici sanno "fare scuola", mettendo da parte l'importanza del voto, il classico atteggiamento politico italiano, il beccarsi e l'abitudine di dissapprovare sempre il lavoro dei propri rivali, a priori. Un opposizione che sa fare l'OPPOSIZIONE, e una maggioranza che sa fare la MAGGIORANZA, indubbiamente una politica più adulta.

Stesso nuovo vento negli Stati Uniti.
Nell'infuocatissima campagna elettorale tra Bush e Kerry, forse la più seguita nella storia degli U.S.A., i due pretendenti alla poltrona più ambita al mondo, si sono espressi in maniera uguale in risposta al filmato del terrorista Osama Bin Laden.
Una risposta univoca, anche se i due sono in piena lotta, nel bel mezzo di una campagna elettorale incandescende, hanno dato una dimostrazione di grande responsabilità e intelligenza al loro elettorato, trovandosi d'accordo alla lotta contro il terrorismo internazionale e soprattutto hanno dato un'immagine di grande forza del Paese come risposta ai criminali di guerra.
Ancora nitida nella mia testa dichiarazioni di alcuni "politicanti" italiani, tipo l'onorevole Rizzo, in cui una sera dichiarò "di non prendere parte ai cortei contro il terrorismo se fosse stato lì presente Berlusconi".
Finalmente si è capito che contro certe cose, bisogna mettere da parte lo stupido conflitto tra fazioni politiche, ed andare incontro al bene di noi tutti, che sia una svolta in campo sanitario o, addirittura, che riguardi l'importanza di avere una nazione intera UNITA contro il terrorismo.
Finalmente qualcosa sta cambiando....