domenica, ottobre 03, 2004

Fabbricando

Notte di sudore, fredda fuori, calda dentro. I soliti intrecci per le liste. Ci siamo tutti? Sì.
Bueno, si entra, giubbino e via. Passaggio a carburare l'anima al bar, redbull-gin-vodka servito in un batter d'occhio e subito parte la perlustrazione, piano dopo piano.
La pista è ancora semivuota (o semipiena, fate voi), le chiacchiere si mischiano al preludio dei dj. Dall'alto la situazione si può controllare meglio e, mentre il drink comincia a scarseggiare nel bicchiere, la gente comincia a gremire quello che sarà un altro sabato sera da urlo.

Pista piena, Di Carlo comincia a fare sul serio. La capa pelata macchiata da una cuffia Sony e invasa dalle onde sonore del monitor, sulla quale si specchiano le luci del mixer. C'è chi dà voce a tutte le anime danzanti, con un microfono riesce a far urlare più di seicento persone.

Sei lì, nel mezzo del popolo in movimento, trafitto dai beats emanati dalle casse che ti guardano minacciose dall'alto. Ti dai un'occhiata intorno: le mura bianconere, le donne sulle balconate o sulle scale, tavolini e divani che si trasformano in cubi per l'occasione.

Vedi uomini e donne amarsi e litigare, vedi donne che non avrai mai o che avresti dovuto avere, vedi amici che ti saltano addosso o semplici conoscenti che ti ignorano, vedi idioti diventare aggressivi per un contatto fortuito, vedi ventenni mozzafiato farsela con degli ultracinquantenni che seguono diete a base di Viagra, vedi tavolini con cuscini zebrati macchiati dal sesso di una coppia, vedi uomini lasciarsi prendere in giro da un esercito vestito di rum, vedi luci che quando sarai coperto dalle lenzuola rimpiangerai.

La notte selvaggia passa come un lampo. Una metropolitana che non aspetta i ritardatari e di prossime corse ne ha poche.