domenica, ottobre 31, 2004

Torna a casa Lassie

Il lupo perde il pelo, ma 'sto dannato vizio si ostina a mantenerlo. Dico io, non solo sei in permesso speciale - che molti si ostinano a chiamare confusionariamente permesso-premio -, ti permetti anche il lusso di infrangere le regole nella tua posizione? Un minimo di buon senso, di intelligenza e di autocontrollo: sai che se usi il cellulare - tenuto sotto controllo anche dalle mura che ti circondano - ti rimettono in gattabuia, usa sistemi alternativi anche se obsoleti no?
Ma bisogna insegnarti tutto, Giovanni?
Rebibbia welcomes you back.

Adesione pro-Gullo

Diamo una maglietta dell'Inter a quest'uomoAvete presente quel simpatico personaggio sparaballe dell'ennesimo inutile reality televisivo? Prima di leggere quel post di Gianmarco Neri non sapevo neanche chi fosse, poi, informandomi, sono letteralmente caduto in balia del fascino del menzognere più atletico d'Italia, Francesco Gullo.
Aderite anche voi all'iniziativa, prelevando il codice del banner sopra riportato e sostenendo la campagna pro-Gullo.

Codice:

Un uomo, un perché è dire poco.

sabato, ottobre 30, 2004

Arbitri criminali

Avete mai pensato che gli arbitri dovessero utilizzare metodi più drastici per il loro compito direttivo? Bene, almeno dall'area riservata del loro sito stanno già partendo delle proposte...


venerdì, ottobre 29, 2004

Google discriminatore

Nell'intento di far mio il nuovo servizio di Google, ovvero Google Desktop, un'utility molto utility che rovista anche fra le cartelle temporanee locali durante le classiche ricerche dall'home page di Google, scopro tristemente l'incompatibilità del programma con alcuni software in locale. Che peccato.

Unfortunately, there are also a few programs which are entirely incompatible with Desktop Search. If you are currently using one or more of these programs, you will not be able to also use Google Desktop Search. We do not recommend trying the fix described above. If you would like to use Desktop Search, you will need to entirely uninstall the other application. We realize this is an inconvenience and are working hard to resolve this problem.

Lavorate, lavorate.

giovedì, ottobre 28, 2004

My cat wants to be a dj

Linus, al secolo Pasquale Di Molfetta, disse una frase in un'intervista durante un party organizzato dalla sua radio: «Credo che nessuno, a 20 anni, abbia un bagaglio talmente pieno da poter sfondare, fatta eccezione per Jovanotti».
A distanza di qualche anno da quell'affermazione, i ragazzi di Saranno Deejay provano a dare una smentita a quest'affermazione del direttore di Radio Deejay, dove disc jockey già lo sono da tempo.
Con un pizzico di rischio e d'ingenuità, è partito da due settimane l'ennesimo reailiti sciò. Ventiquattro aspiranti disc jockey, masculi e femmine, si sfidano a colpi di note e mixing. Quello che spaventa è il pubblico - o il rappresentante di tale - ospite alla prima puntata del reality.
Alla corte di Luca Teseo, si sono presentate due fazioni dall'opinione contrastante, come ogni trasmissione che segua il canovaccio di un reality rispetti.
I buoni, ovvero chi rema a favore, sostengono la causa dei ragazzi della scuola, vedendo in loro delle buone promesse per il panorama musicale. I cattivi, i ragazzacci controcorrente, si sono esibiti in un incredibile sfogo, che vedevano la figura del dj come un'icona a breve scadenza, un mestiere che garantisce entrate per un periodo di vita limitato, o, peggio ancora, che un dj donna non può rendere come un dj del sesso opposto (sono volate frasi del tipo "La donna deve fare solo quello che sa fare da migliaia di anni", le allusioni sono lecite).
Impervengono anche le difese dagli esperti del settore (in ambito locale e internazionale): da Luca Di Carlo ad Enrico Mantini, un vero e proprio firewall a protezione della professione più in voga e più desiderata dai giovani amanti del genere dance.
Un buon costrutto, che vede al timone due voci inconfondibili della notte come Luca Teseo e Francy, professori d'eccezione come Luca Di Carlo ed Enrico Di Paolo. Comunque una pietra dai tanti spigoli, che solo col tempo avrà l'occasione di levigarsi a dovere, alla ricerca della perfetta forma sferica. Un'ottima idea che ha bisogno delle dovute raffinazioni.
D'altronde si sa, la perfezione è un dono che agli umani non è dovuto. Questo reality, però, ha le carte in regola per guardarla da vicino.

mercoledì, ottobre 27, 2004

Controlcì, Controlvù

E' un'arte che si sta diffondendo parecchio, e pare colpisca anche i blogger minori come il sottoscritto. La denuncia è presto fatta: un tal di nome Pierluigi Ruotolo (furba l'idea di mettere nome e cognome come nome dell'account) applica a pieno titolo l'arte del copia-incolla. Ne ha risentito anche Mantellini.
Provare per credere.

A volte ritornano

Tranquilli, non sono scomparso nel nulla. Da più di una settimana e mezzo sono diventato coppitano, ovvero il mio domicilio è a 500 metri dalla facoltà di Scienze dell'Aquila.
Per qualcuno è una buona notizia, per altri meno.

sabato, ottobre 16, 2004

Servis peck

Pacco ServitoUna lunga e dura battaglia. Dalle 12,30 di stamane, ho avuto a che fare con il Service Pack 2 di Windows (che mi rifiuto di linkare, data la sua celeberrima quanto totale inutilità). Come era stato detto, questa release si sarebbe concentrata sulla sicurezza e sulle falle di Internet Explorer, ridefinendo parti come popup selvaggi, attacchi esterni, virus e simili.
Come ben sappiamo, però, la nota casa di Redmond ne aggiusta uno e ne sfascia 100. Non a caso c'è un sito che raccoglie tutte le pecche - con rispettive soluzioni - del nuovo aggiornamento di Windows.
La disfunzione a me più dannatamente vicina è quella che riguarda da vicino la conversione dell'indirizzo IPv4 in IPv6. Spulciando qua e , si trovano delle soluzioni al problema, ma il mio caro SP2 non ne ha voluto sapere di venirmi incontro. Anzi, si è ribellato diverse volte.
Ad ogni modo, per chi avesse lo stesso problema, può trovare alcuni suggerimenti qui (momento carramba quando ho scoperto che l'helper che ha postato la soluzione è un mio amico).
Altrimenti, fate come ha fatto il sottoscritto.
Liberatevene!

venerdì, ottobre 15, 2004

Centesimo post

Vorrei dedicarlo a qualcosa di originale, o quanto meno di serio. Questo è un traguardo che molti blogger trascurano, forse inconscientemente, magari volutamente, comunque lo passano in secondo piano. Come centesimo post non vorrei limitarmi a parlare di ciò che vedo in tv in questo momento, dello scandaloso palinsesto di stasera - dal quale salvo solo Indiana Jones. Come centesimo post non vorrei dire di essere rimasto un po' amareggiato dal fatto che anche RadioNation stasera si occupa di reality.
Come centesimo post non vorrei riesumare i luoghi comuni, come il buon costume offeso in quel di Avezzano: a cento chilometri da qui non apprezzano le bellezze femminili, o almeno non riescono a trovare giuste scuse per mascherare chissà quali altri fini. Come centesimo post non vorrei approfondire quello strano binomio culattoni-politici.
Come centesimo post, stasera, mi sono limitato a dire che sono arrivato al centesimo post.
Avrei pensato di aver potuto far di meglio.
Andrà meglio tra altri 100.

Sempre nel solito mare

E non mi chiedete di cosa, perchè è facile immaginarlo. Noi, utenti finiti più che finali. Noi, vittime incontrastate del sistema anti-pirateria messo su da Urbani.
In un articolo di Manfredini su Punto Informatico si sposa la teoria del naufragio, facendo riferimento alle modifiche del decreto del nostro caro Ministro dei Beni Culturali, che egli stesso promise - guarda un po', sotto campagna elettorale - dopo che le persone fossero andate alle urne.
Forse perchè il risultato ottenuto non fu quello sperato, forse perchè il benamato Giuliano ha trovato meglio da fare da quel lontanissimo 19 giugno.
Intanto Cortiana ci fa da Caronte in questo mare infernale del file sharing.

Il vento non è favorevole e manovrare di bolina non è facile nemmeno per i più esperti se la barca non sa il fatto suo. Il vento contrario è naturalmente quello di chi vuole affossare le modifiche alla Legge Urbani, gli scogli sono le commissioni parlamentari e lo skipper è il ministro Stanca, indaffarato nel maneggiare la barca governativa. Ad osservare dalla spiaggia stanno gli utenti, con un piede nella sabbia ed un altro su taglienti conchiglie. (fonte Punto-Informatico)

giovedì, ottobre 14, 2004

Frenata Brusca

Prendiamo un alieno e facciamolo precipitare con la sua navicella spaziale nel nostro paese. Si salva e girovaga per il nuovo pianeta. Vede strane creature, vegetali dalla forma strana, animali dalle sembianze a lui non note. Vede una struttura solida e piena di insoliti oggetti tutti ordinati. Ne prende uno. Le sue conoscenze infinite - premesso che sia un'intelligenza superiore - riescono a fargli comprendere quegli strani segni. In alto c'è scritto Corriere della Sera. Sfoglia freneticamente quell'ammasso di fogli, quando improvvisamente si ferma davanti ad un titolo che recita più o meno così: "Brusca ottiene il permesso con piscina".
Legge anche che è stato scagionato per buona condotta, 45 giorni d'aria, altro che un'ora.
Per sua fortuna, quell'alieno verrà presto recuperato dai suoi complanetari, ignorerà quello strano pezzo di carta, non verrà mai a sapere che quell'uomo ha commesso centinaia di omicidi e ha strangolato e sciolto nell'acido un bambino reo di essere il figlio di un pentito, non verrà mai al corrente del fatto che quell'uomo ha premuto il bottone che ha dato morte - e non vita - alla strage di Capaci, 12 anni fa.
Se conoscessi quell'extraterrestre, mi farei portar via volentieri.

La fine di un'era

Addio pendolarismi. Da domenica la tratta L'Aquila-Pescara (e viceversa) non sarà più un'abitudine, ma soltanto un viaggio saltuario. Dopo un anno di stress, finalmente arriva la quiete tanto desiderata.
Speriamo bene...

venerdì, ottobre 08, 2004

Quant'è bravo zio Norm

Stavolta è stato veramente bravo. E non parlo soltanto del suo nuovo album. Parlo dell'iniziativa alla quale si è aggregato di recente. Fatboy Slim - all'anagrafe di Brighton Norman Cook e per me zio Norm - ha aderito ad un'iniziativa benefica organizzata da War Child: War Child Music, per l'appunto.
L'associazione umanitaria, al fianco dei bambini vittime della guerra in tutto il mondo, ha avuto l'idea di riunire molti artisti di fama internazionale (Sinead O' Connor, Radiohead, Stereo MC's, Massive Attack...) per raccogliere fondi a sostegno della propria causa.
Dopo l'album d'esordio dell'iniziativa, Help, da settembre War Child Music si impegna mensilmente a raccogliere un gruppo di brani di artisti differenti: la raccolta è possibile scaricarla pagando una modica cifra di £3.50 che, ovviamente, verranno devoluti a scopo benefico. E' anche possibile comprare singolarmente una canzone, a 99 cents.
Il contributo di zio Norm è composto dalla versione acustica di Push and Shove, tratta dal nuovo Palookaville.
Bravo zio Norm!

giovedì, ottobre 07, 2004

Dalli alla Letizia

L'aere aquilano, come vedete da questi ultimi post, non fa altro che mettermi nelle vene ossigeno universitario. Se di Università si può parlare, vista la situazione calda che avevo già descritto giorni addietro.
Il problema è sempre lo stesso: il DdL Moratti. Questa volta la parte del manico spetta a studenti, ricercatori e professori. Come potete ben leggere nel Disegno di Legge, la situazione nazionale barcolla come un uomo su di un ponte tibetano. Tanto è il panico che si è scatenato in questi giorni, in tutte le parti coinvolte.
Il mio ateneo non è il primo - ma neanche l'ultimo - a mobilitarsi per quello che sarà l'autunno più rovente degli ultimi anni. E' notizia di poche ore fa la mobilitazione messa in atto negli atenei di Potenza e Matera, dove le lezioni sono state bloccate e gli studenti hanno fatto ritorno nelle loro residenze.
Pare che questo sia anche il destino degli atenei aquilani. Presso la facoltà di Scienze MM.FF.NN. si è svolta oggi un'assemblea alquanto lunga e per certi versi banale. La cosa più rattristante è stata vedere tre fazioni di studenti - Azione Universitaria (destra), Unione degli Universitari (sinistra) e Lista Aperta per il Diritto allo Studio (comunione e liberazione) - litigare per un problema comune, accendersi in critiche verso le fazioni opposte, urlando a scioperi e sospensioni di attività didattiche, senza però trovare una soluzione di comune accordo.
Si è pensato più al caos da creare - voci danno le lezioni sospese per un mese - che alla ricerca di una risoluzione a questo problema che accomuna tutti gli atenei italiani. Si sono perse parole, parole, parole, senza una vera conclusione.
L'idea del blocco delle lezioni può essere efficace in un modo diverso: non promettendolo per un mese - cosa che suona più come un inno all'ozio - ma cominciandolo e "minacciando" di finirlo solo se le cose vengono messe a posto. Era balenata anche l'ipotesi del blocco degli esami, ma i professori sono poco favorevoli. In un modo o nell'altro, l'attività didattica - e chi la segue - ne rimarrebbe gravemente danneggiata: se proprio si deve bloccare qualcosa, sarebbe più intelligente e fruttuoso bloccare entrambi le cose.
E poi questo governo: lamentoso in fatto di fuga di cervelli e stolto e cieco quando si tratta di dare un incentivo, una motivazione, un fondo a quelli che sono i ricercatori italiani.
Di certo, restare per un mese con la trippa all'aria, non può che far male agli studenti, uniche e in ogni caso vittime di quello che è il sistema universitario italiano.

mercoledì, ottobre 06, 2004

L'antipatico

Salve a tutti, sono l'uomo funk. Sono il nuovo barman del Cafè Moroe, e finalmente ho trovato un lavoro, almeno i miei amici di chat non possono più dirmi che sono uno sfaticato.
Esordisco in questo bar con un bevanda un pò fortina, anzi direi decisamente "difficile da digerire". A rischio di sembrare cinico e soprattutto di diventare il barman ANTIPATICO, devo esternare delle riflessioni sicuramente non felici, anche forse andando contro il mio datore di lavoro Moroe (speriamo non mi cacci subito!); del resto il caro Pablo è per questo che mi paga, per dire esclusivamente ciò che penso, anche su questioni delicate come il ritorno in Patria delle due Simone.
Mi dichiarto subito d'accordo con il precedente drink del titolare, certe dichiarazioni sono solo stupidaggini da bar, banali bestemmie che vanno contro chiunque evita l'ignoranza. Ma concordo invece con le dichiarazioni di Mario Giordano, giornalista, firma autorevole del giornalismo italiano, da sempre famoso per il suo coraggio di esprimere il vero, a rischio di diventare L'ANTIPATICO.
Ed è questo, amici miei, che dobbiamo sempre ricordarci, la ricerca della verità, non la paura di diventare antipatici.
Mario Giordano con la sua pulita onestà giornalistica e la sua cultura, non ha condannato ma ha "tiracchiato le orecchie" alle Simone: non starò sicuramente qui a parlare in maniera banale, dicendo che sono tornate come due celebrità, che sembri quasi siano tornate da una vacanza ai caraibi, o come hanno detto i più idioti, "che il rapimento era falso, è stata tutta una montatura". Non è questo il mio stile. Io dico che Giordano ha visto chiaro commentando il ritorno di questi ex ostaggi, non una parola di conforto per chi sta ancora dall'altra parte della barricata, non una parola di ringraziamento verso coloro che si sono prodigati nel farle ritornare nel suolo natìo.
Le due simpatiche signorine si sono dilungate ai microfoni dei mass media sulla "bontà" dei loro rapitori, che le trattavano bene, che le portavano addirittura le caramelle; è chiaro che se la loro prigionia non è stata cosi infernale, non vedo il perchè loro debbano dire il contrario, ovvero il falso... Ma il buon Giordano ha ricordato, che questi rapitori, non sono cosi dolci: sono terroristi, assassini, dei tagliatori di gole. Non dico neanche che le due ragazze stiano, con le loro dichiarazioni, cercando di dipingere queste "persone" come degli uomini tranquilli, chissà per quale motivo politico, non sono così imbecille.
Ma ricordiamoci bene, nonostante le omissioni, le realtà saltate dalle Simone, chi sono veramente questi individui in Iraq. Gente capace di rapire addirittura persone che sono lì ad aiutarli, ad aiutare la propria gente, aldilà dei termini (che io odio usare) "pacifisti" e "umanitari". Gente, ricordiamocelo, che qualche tempo fa non esitò a tagliare la testa ad altri ostaggi, e purtroppo le immagini sono ancora nitide nella mente di noi tutti. Inneggiando queste brutalità a Dio, e non aggiungo altro.
Il messaggio che voglio mandarvi, è quello di levare la benda dai nostri occhi, e cercare la verità; la verità non si cerca facendo i falsi attivisti politici, la politica non può essere trattata alla stregua di uno sport, in cui ognuno sceglie la propria squadra da tifare; e soprattutto, non reputo opportuno parlare di politica in questi discorsi, e ve lo dico io che non sono assolutamente schierato.
Gli alleati non sono i buoni, e gli iracheni (almeno non tutti) non sono i cattivi, ma non è vero neanche l'opposto. Purtroppo, nella follia della guerra, si aggiunge anche la follia di noi persone normali, che a volte (e mi ci metto anch'io) non esitiamo a commentare gli episodi in maniera stupida, banale e non obiettiva. Con questo discorso mi allaccio anche al drink del mio collega, Supin di Luret, nel quale si parlava del film-documentario Farenheit 9/11 di Michael Moore.
Di Moore posso dirvi, che in tempi non sospetti, vidi il suo precendente lavoro, Bowling at Columbine, trattante il facile uso di armi da fuoco in America, e mi piacque parecchio. Ma stavolta, mi ha dato l'impressione che il simpatico statiunitense abbia STRUMENTALIZZATO troppo il suo lavoro, e per chi non lo sappia, lui è stato sempre un grande oppositore del governo Bush (politica --> nemici al governo --> film che possa andare contro i propri nemici --> indottrinamento scorretto della massa).
Quindi mettiamoci solo alla ricerca della verità, nella maniera migliore che noi possiamo farlo, con i mezzi di cui siamo stati dotati, ricordandoci che non cè mai una sola verità, ma in ogni parte in conflitto ci sono sempre svariate verità, e soprattutto svariati dettagli, perchè sono i dettagli che fanno la storia.
Facciamo questo amici miei, anche a rischio di diventare ANTIPATICI....

domenica, ottobre 03, 2004

Fabbricando

Notte di sudore, fredda fuori, calda dentro. I soliti intrecci per le liste. Ci siamo tutti? Sì.
Bueno, si entra, giubbino e via. Passaggio a carburare l'anima al bar, redbull-gin-vodka servito in un batter d'occhio e subito parte la perlustrazione, piano dopo piano.
La pista è ancora semivuota (o semipiena, fate voi), le chiacchiere si mischiano al preludio dei dj. Dall'alto la situazione si può controllare meglio e, mentre il drink comincia a scarseggiare nel bicchiere, la gente comincia a gremire quello che sarà un altro sabato sera da urlo.

Pista piena, Di Carlo comincia a fare sul serio. La capa pelata macchiata da una cuffia Sony e invasa dalle onde sonore del monitor, sulla quale si specchiano le luci del mixer. C'è chi dà voce a tutte le anime danzanti, con un microfono riesce a far urlare più di seicento persone.

Sei lì, nel mezzo del popolo in movimento, trafitto dai beats emanati dalle casse che ti guardano minacciose dall'alto. Ti dai un'occhiata intorno: le mura bianconere, le donne sulle balconate o sulle scale, tavolini e divani che si trasformano in cubi per l'occasione.

Vedi uomini e donne amarsi e litigare, vedi donne che non avrai mai o che avresti dovuto avere, vedi amici che ti saltano addosso o semplici conoscenti che ti ignorano, vedi idioti diventare aggressivi per un contatto fortuito, vedi ventenni mozzafiato farsela con degli ultracinquantenni che seguono diete a base di Viagra, vedi tavolini con cuscini zebrati macchiati dal sesso di una coppia, vedi uomini lasciarsi prendere in giro da un esercito vestito di rum, vedi luci che quando sarai coperto dalle lenzuola rimpiangerai.

La notte selvaggia passa come un lampo. Una metropolitana che non aspetta i ritardatari e di prossime corse ne ha poche.

venerdì, ottobre 01, 2004

Imbecillità gratuite

Avreste mai creduto che, dopo tanta sofferenza, speranza e - infine - gioia per le due Simona (o Simone? Per questo, post a parte) ci sarebbe stato qualcuno capace di dire che "devo andare al diavolo: le dovevamo lasciare là: queste persone non meritano nulla!!! scusate lo sfogo, ma sono disgustata!!!".
Da notare l'errore di stampa, che il fato ha voluto far calzare a pennello all'autrice di questo post su un group msn. Ha scritto bene. Che vada al diavolo lei e la sua stupidità.
Può sembrare ormai banale il polverone alzato da coloro che, per ostinata eccentricità o puro rinconglionimento, sparlano controcorrente sull'accaduto.

Biglia senza pista

Oggi è 1° Ottobre 2004. Una data storica. Pensate che sia l'anniversario della fine del comunismo in Germania? Il compleanno di Daniele Bossari? Vi sbagliate.


Da oggi non potrò più essere suo sosia, ma l'appuntamento è soltanto rimandato. La mia proverbiale fratta mi abbandonerà in un caldo venerdì di ottobre, alle 16.30 per essere precisi.
Un triste abbandono.
Tanto a Gennaio saranno tornati come prima.