mercoledì, settembre 29, 2004

Tranquilli, vi laureerete presto

Se state pensando di mandare i vostri figli all'Università, leggetevi due righe su ciò che promette in Italia una laurea.
Negli anni 90, il pezzo di carta era il diploma, la società e il mondo del lavoro di dieci anni fa ti obbligava a frequentare un corso di laurea, altrimenti quel pezzo di carta avrebbe avuto ben poco valore e l'unico utilizzo sarebbe stato un utilizzo alquanto sanitario.
L'Università italiana è una delle peggio dotate d'Europa - risparmio il mondo intero solo per non peggiorare la situazione. I finanziamenti per i ricercatori sono al di sotto della media europea (sì, anche di quella mondiale), facendoci deridere dai nostri vicini cugini francesi e tedeschi; le strutture, poi, sono il punto forte della nostra debolezza: centri studio ristretti all'essenziale, alloggi studenteschi rimediati in abitazioni del dopoguerra; i professori per il buon 60% (sessantapercento) sono incompetenti, ma non nella loro materia, quanto nell'approccio con gli studenti: il sapere è di tutti e va tramandato in maniera lineare e cristallina, senza l'intrusione di faccende personali.
Potrei andare avanti per molto altro tempo, ma non voglio risultare noioso. Qualcosa, però, pare muoversi. E' di oggi la notizia dell'avallo del tirocinio post-laurea obbligatorio, un anno che gli studenti neolaureati dovranno passare - sotto retribuzione, pare - in un'azienda del settore, scelta giusta se si pensa che limitare alla teoria le capacità di una persona risulta insufficiente per il mondo del lavoro.
Quel che non torna è l'indifferenza sulle tematiche roventi, quegli argomenti che provocano agitazioni, slittamenti di lezioni - vedi quella del 27 settembre -, cortei e manifestazioni per le strade delle città.
E puntuali, come ogni volta che ci si deve reimboccare le maniche per una nuova stagione accademica, arrivano le mobilitazioni dei sindacati. Tutti insieme, appassionatamente: Cisl scuola, Flc-Cgil e Uil scuola hanno già presentato il calendario del blocco delle attività.

  • 7-19 ottobre, assemblee in orario di lavoro in tutte le scuole.
  • 20-28 ottobre, scioperi articolati per regione, alla prima ora di lezione o di servizio, per docenti, educatori, dirigenti e personale Ata; volantinaggi, presidi, manifestazioni secondo una programmazione curata dalle strutture territoriali.
  • Venerdì 29 ottobre, giornata nazionale di mobilitazione di tutto il personale nelle scuole e nel territorio: i docenti non svolgeranno attività d'insegnamento e funzionali al di fuori di quelle strettamente obbligatorie; il personale Ata non effettuerà attività e incarichi aggiuntivi; i dirigenti scolastici si atterranno strettamente ai compiti essenziali.
  • Infine, prima decade di novembre: sciopero generale per l'intera giornata del personale docente, educativo, dirigente scolastico e Ata con manifestazione nazionale a Roma. (fonte IlMessaggero)

Preparatevi, colleghi laureandi. L'autunno caldo è tornato, le lezioni che tanto ci servono salteranno come bombe in un campo minato. E quel foglio di carta chiamato laurea assume sempre più le sembianze di accessorio sanitario. Almeno in Italia.


3 Commenti:

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