lunedì, settembre 27, 2004

Ricci e capricci

Prima della McFarland settimanale, piccolo flashback fino ad un'ora e mezza fa, minuti più minuti meno.
Questa sera altro grande ritorno a casa Mediaset: Striscia La Notizia.
Persone. Una bellissima Hunziker, un raggiante Greggio, un movimentato pubblico. Uhm?... Aspettate un attimo, riavvolgete il nastro per favore. Ma... ma quello è un pubblico, un pubblico vero! Persone vere, non ologrammi o fantasmi ridenti. Uomini e donne.
Con il loro avvenire, uno pensa: "Via quelle risate finte e, sopratutto, uguali". Niente da fare, le risate umane - quelle vere - vengono sopraffatte da quello stesso nastro che ormai accompagna la trasmissione di Ricci da 12 anni a questa parte. Quindi domandina al volo: a che serve il pubblico?
Veline. Bellissime, stupende, una più dell'altra. Il meglio, veramente. Divertente il siparietto russo-pugliese messo su dalla bionda e dalla mora più famose d'Italia. Ciò che sorprende - e che per il 50% disgusta (per l'altro 50 è un vero spettacolo) - sono i pali ai lati dei presentatori, dove le belle veline si esibiscono in una sfrenata lap dance. Molto cinque contro uno.
Servizi e inviati. Si parte con la bandana più chiacchierata di quest'estate, quella del pres del cons - essemmesse docet -, che ha fatto scalpore all over the world. Che manieeeeeeere! Bella l'incursione di Patrick al corteo di Bertinotti, l'ex fratellino raggiunge l'apice chiudendo il servizio con un leggendario quanto storico: "Da qua è tutto, mi so rotto le palle, ciao!". Qualcosa che doveva suonare come "Per Striscia la notizia è tutto, Patrick Ray, Roma". Buono l'ingaggio dell'inviato tra i tifosi palermitano - ora mi sfugge il nome - che esordisce con un servizio niente male sugli striscioni irrisori in curva. Pollice all'insù.
Nel complesso, un buon piatto dalla ricetta difficile da digerire. Questione d'abitudine, ci se la farà presto.
Pablo Moroe, Cafe Moroe, Pescara.