giovedì, settembre 16, 2004

La logorrea è di linea

Tranquilli, Imodium non centra niente.
Del troppo parlare, a volte, se ne farebbe volentieri a meno, sopratutto se sei in procinto di fare un esame. Non c'è niente di più stressante che la Pescara-L'Aquila via Capestrano delle 8,30 di mattina, con ingredienti tipo le nuvole e l'umidità al 90%.
L'andata è felicemente silenziosa.
Una volta uscito dalla mia facoltà, inciampo in un discorso - sulla linea 79 di L'Aquila - di due ultrasettantenni che si lamentano dei propri problemi fisici, nonché diuretici.

Anziano1 (il più sano) - "Eh, li prubblim a la prosht't li so sembr tinut, pur quand er più giov'n, quanda tinej cinquand'ann..."
Anziano2 (il peggio messo, con voce rauca) - "Sci ma ij so rischiat lu tumor, la pisc mi esce angor giall, meno mal ca so ijt da nu duttòr..."
Anziano1 - "Da chi si ijet? Ij so ijt da Veralissssie" (le s sono tutte)
Anziano2 - "Eh eh! Pur ij! A ma rmess apposht tutt cos! Sol ca mo ting angor bisogn di lu pappa'all, la nott."
Anziano1 - "Be, ij ting nu prublem pe piscià: ci vaij tropp. Però la prosht't sta bon, ndis!"
Anziano2 - "E lu pappa'all? L'aus?"

Anziano1 - "Scin! Ma sol la nott. Pi lu prublem ca ting ij, mi serv, se no chi li vo sindì chilla gallinacc di moijm."
Nel frattempo, non potevo che pensare al mio panino con la porchetta che avrei comprato di lì a poco da Gianni, in piazza Duomo.
Passa un'oretta, il panino è già in fase digestiva e mi reco verso la ADSUAQ, l'azienda regionale per il diritto allo studio universitario. Lì, un simpatico signorotto dall'aria sperduta mi avvicina chiedendomi dove fosse l'ingresso. C'era davanti, ma non importa.
Ciò che importa è il discorso che mi ha lanciato dopo una manovra maldestra di un automobilista nell'incrocio di fronte a noi...
Signorotto (con forfora che farebbe gola ad un cocainomane) - "Guarda mbò tu queshti giovani d'oggi con le macchine come vanno girando... Gli shpaccherei il cranio ad uno ad uno, non c'hanno educaZZione, niente proprio... nieeeente..."
Pablo Moroe - "In effetti, sono tutti un p..."
Signorotto - "Ma tu non sai che m'è successo a me, sulla Sora - Avezzano (?!)... Una pattuglia dell'Aeronautica Militare, mi si mette dietro dietro, strombazza, pim pum pam..." (con relative movenze) "...Ad un scerto punto ho bloccato il traffico!"
Pablo Moroe - "Eh.."
Signorotto - "Ho sceso dalla macchina e ho chiesto spiegazioni. C'era il maresciallo con la Gazzetta in mano che mi disse «Vedi dove devi andare, pecoraro!»"
Pablo Moroe - "Se ne approfit..."
Signorotto - "Nooo, sendi qua,[...] mi ho incazzato e gli ho urlato «Vieni qua che ti faccio il volto nero come l'asfalto!»" (sempre con relative movenze) "L'avessi preso e gliel'avessi tirato veramente,[...] poi c'era traffico ma a me non me ne fregava niente[...] L'educazione bisogna ampararla a tutti quanti."
Per mia fortuna, l'ufficio aprì prima che il signorotto s'imbufaliva contro di me, ricordandogli quel maresciallo sulla Sora-Avezzano.
Avendo perso 2 autobus ed essendo obbligato a prendere quello delle 16.10 - che per la cronaca ha impiegato 3 ore per tornare a Pescara -, sempre via Capestrano, nella quale l'autobus si ferma a far prendere il gelato al coautista (!!!). Il mio sonno è rotto da un'arzilla vecchietta che urla:
Vecchietta Arzilla - "Ue, Ndunellì! Hai arminuta?"
Riprendo sonno, per poi riperderlo a Torre de' Passeri, dove sale un'allegra comitiva di ultrasettantenni, uno più pettegolo e logorroico dell'altro. Guai a chiedere loro informazioni, rischiate di farvi 60 km con la loro vita che vi entra in un orecchio e non riesce a scappare dall'altro. Com'è capitata ad una giovane madre trentenne.
Anziana - "Lei non sa signorì, quanta ne ho dovuto passare io. Ho dovuto operarmi, ho fatto tanto di quelle operazioni. Mi ho dovuta litigare con tanta gente, parenti, amici, collegi..."
Giovane Madre - "E signò, pure n'amica di famiglia ha tinut ssi prubblim, però ce l'ha fatt. Però mo..."
Anziana - "E li sacc,[...] ma ij pirdeij li capill, lu pes, la fiduce, dapù in chies mi mittej a n'angolin... Ittij signorì li quaij che sso passat, dapù so conosciut lu pret[...], ha ma fatt cagnare."
Giovane Madre - "Beata lei signora, st'amica mia, di Città S. Angelo..."
Anziano (intruso) - "Pur ij so di Ciusantagnel, di si cos sai quanda ni so sindit..."
E via discorrendo di questo passo, come se fossero le Olimpiadi delle Disgrazie: il tutto a mezzo metro dall'orecchio mio.
Non si può più viaggiare in pace. Almeno non con gli ultrasettantenni...