giovedì, settembre 30, 2004

Il cielo ha un Angela in più

A volte il destino è crudele. Mi direte "Doveva succedere, è successo". Sbagliate. La vita di una quindicenne non può essere interrotta da una ruota di un camion, su una provinciale, un tiepido mattino di settembre. Quando i tuoi compagni ti stanno aspettando a scuola, che non ti vedono arrivare.
Un dolore che non mi è vicino come lo fu per Sara, ma un dolore che sconvolge qualsiasi persona entri a contatto con un avvenimento simile.
E voi che siete lì ad ascoltare ciò che è accaduto, fermate le vostre voci che possono essere interpretate male. Accogliete il dolore in silenzio e reprimetelo dentro di voi quanto più potete, fino a farlo esaurire. Non uscitevene con frasi del genere:

Thu 30/Sep/04 15:14'55" <DloBRAWN> mo non dirmi che non se le andata a cerca!!
Non incolpate chi non vi può rispondere più, tipo:
Thu 30/Sep/04 15:01'57" <sQuArAo> la colpa è stat sua!!!!
Zitti. Il silenzio è la miglior arma per distruggere il dolore.
Addio, Angela.

mercoledì, settembre 29, 2004

Rinnovo locale

Aria nuova al Cafe'. Intonaci nuovi, pareti di un altro colore. La sostanza - e la qualità - rimane sempre la stessa. Due nuovi barman, Uomo Funk e Supin di Luret. Buona permanenza, ragazzi.

Tranquilli, vi laureerete presto

Se state pensando di mandare i vostri figli all'Università, leggetevi due righe su ciò che promette in Italia una laurea.
Negli anni 90, il pezzo di carta era il diploma, la società e il mondo del lavoro di dieci anni fa ti obbligava a frequentare un corso di laurea, altrimenti quel pezzo di carta avrebbe avuto ben poco valore e l'unico utilizzo sarebbe stato un utilizzo alquanto sanitario.
L'Università italiana è una delle peggio dotate d'Europa - risparmio il mondo intero solo per non peggiorare la situazione. I finanziamenti per i ricercatori sono al di sotto della media europea (sì, anche di quella mondiale), facendoci deridere dai nostri vicini cugini francesi e tedeschi; le strutture, poi, sono il punto forte della nostra debolezza: centri studio ristretti all'essenziale, alloggi studenteschi rimediati in abitazioni del dopoguerra; i professori per il buon 60% (sessantapercento) sono incompetenti, ma non nella loro materia, quanto nell'approccio con gli studenti: il sapere è di tutti e va tramandato in maniera lineare e cristallina, senza l'intrusione di faccende personali.
Potrei andare avanti per molto altro tempo, ma non voglio risultare noioso. Qualcosa, però, pare muoversi. E' di oggi la notizia dell'avallo del tirocinio post-laurea obbligatorio, un anno che gli studenti neolaureati dovranno passare - sotto retribuzione, pare - in un'azienda del settore, scelta giusta se si pensa che limitare alla teoria le capacità di una persona risulta insufficiente per il mondo del lavoro.
Quel che non torna è l'indifferenza sulle tematiche roventi, quegli argomenti che provocano agitazioni, slittamenti di lezioni - vedi quella del 27 settembre -, cortei e manifestazioni per le strade delle città.
E puntuali, come ogni volta che ci si deve reimboccare le maniche per una nuova stagione accademica, arrivano le mobilitazioni dei sindacati. Tutti insieme, appassionatamente: Cisl scuola, Flc-Cgil e Uil scuola hanno già presentato il calendario del blocco delle attività.

  • 7-19 ottobre, assemblee in orario di lavoro in tutte le scuole.
  • 20-28 ottobre, scioperi articolati per regione, alla prima ora di lezione o di servizio, per docenti, educatori, dirigenti e personale Ata; volantinaggi, presidi, manifestazioni secondo una programmazione curata dalle strutture territoriali.
  • Venerdì 29 ottobre, giornata nazionale di mobilitazione di tutto il personale nelle scuole e nel territorio: i docenti non svolgeranno attività d'insegnamento e funzionali al di fuori di quelle strettamente obbligatorie; il personale Ata non effettuerà attività e incarichi aggiuntivi; i dirigenti scolastici si atterranno strettamente ai compiti essenziali.
  • Infine, prima decade di novembre: sciopero generale per l'intera giornata del personale docente, educativo, dirigente scolastico e Ata con manifestazione nazionale a Roma. (fonte IlMessaggero)

Preparatevi, colleghi laureandi. L'autunno caldo è tornato, le lezioni che tanto ci servono salteranno come bombe in un campo minato. E quel foglio di carta chiamato laurea assume sempre più le sembianze di accessorio sanitario. Almeno in Italia.


martedì, settembre 28, 2004

Menomale che sono naufragati anche quest'anno!

Se ne sentiva la mancanza...non stavo piu nella pelle!Ho passato nove mesi a chiedermi: torneranno?Avremo ancora un altro grintoso guerriero come il Pappalardo nazionale?E un altro belloccio attempato alla riscossa come Fabio Testi?E la mitica Carmen Russo?Ridateceli!!!
Come per magia, la Rai, quasi ascoltando questi miei deliri febbrili(pensavate stessi dicendo sul serio?) è tornata a proporre il suo prodotto più "innovativo", più "giovane", insomma, PER NIENTE IL SOLITO REALITY!Non nascondo un velatissimo senso di diffidenza quando si parla di nuovo in tv(sarebbe come dire che il McDonald è la nuova frontiera del mangiare sano), ma si sa, mamma Rai va appoggiata per le sue iniziative in quanto rete nazionale e bisogna darle fiducia, altrimenti tanto vale non guardare più la Tv no?
Ok. Mi dedico a questo slancio di fiducia. Io che non ho mai amato la Rai(se non per le partite della Nazionale), mi inchino comunque alla volontà di rinnovamento qualitativo che la rete pubblica sbandiera sempre più fieramente.
Vi confesso che non ho ancora a vuto modo di vedere una puntata del reality made in Rai, ma per espiare questa mia colpa dinanzi alla rete tricolore, mi sono informato attraverso altri mezzi mediatici per ciò che concerne L'Isola dei famosi. Ebbene. Andiamo per gradi. Esaminiamo ad esempio i partecipanti. Per far ciò mi sono fiondato con nipponico zelo a spulciare il sito Rai inerente il programma:
www.isola.rai.it . Con la sicurezza di un daltonico che passa col semaforo rosso sono subito andato a vedere la pagina relativa ai partecipanti...
...schiaccio il tasto "aggiorna" perchè ciò che vedo mi lascia pensare che si tratti di un'edizione degli anni '80...
No, negli anni '80 non c'era neanche il grande fratello...e infatti devo arrendermi alla realtà: i partecipanti sono proprio loro. Un minestrone di Vip(Very Important Person...mi sento un po preso per i fondelli...) o pseudo-Vip le cui fotografie campeggiano fiere in un'atmosfera da sito di agenzia turistica.
Dopo una rapida analisi dei partecipanti al reality, mi è balzata in mente l'idea che tutti costoro, "novelli" Indiana Jones della Tv italiana, avessero forte bisogno di partecipare a uno show televisivo. Non tanto per intrattenimento nostro, quanto piuttosto per convenienza LORO(quando non per disperato bisogno). Detto così potrebbe sembrare semplicemente un pensiero gratuitamente polemico. Non lo dico per pararmi le spalle, ma perchè di solito io sono il primo a confutare i miei pensieri. Allora ho raggruppato i vari partecipanti classificandoli a seconda del tipo di esigenza che li spingesse a starsene sull'isola famosa,più meritevole di esserlo di molti di loro. Procediamo per ordine:
Tramontati- Kabir Bedi, Rosanna Cancellieri, Valerio Merola, Patrizia Pellegrino, Ana Laura Ribas.
Sono esemplari che, rendendosi tardivamente conto del loro declino mediatico, e facendone palese preoccupazione verso gli organi competenti, vengono ripescati, un po per pietà nei loro confronti, un po' per scarsità di vivaio cui attingere per sostituirli, onde tentare un disperato "rinnovo d'immagine" che li possa portare miracolosamente alla ribalta. Esempio precedente: Adriano Pappalardo. Risultato: patetico.
Spodestati- Paolo Calissano, Alessia Merz.
Categoria peggiore della precedente dal punto di vista del dissidio interiore da loro vissuto: non si danno pace da quando il loro agente si è dato ai tarocchi sulle Tv Regionali, e il loro telefono non squilla più per portare proposte di contratti televisivi, e quando squilla, il più delle volte è la mamma che chiede perchè non li si vede più in Tv. La loro partecipazione è una sorta di esperimento per capire se valgono davvero come Vip e se possono essere rivalutati in toto, oppure se sono destinati, ahi loro, a cadere nel girone dei Tramontati.
I Pupilli- Sergio Muniz, Aida Yespica.
Vi capita mai, davanti a una bella torta ricoperta di panna, di prenderne solo la parte superiore, la più golosa e succulenta, e papparvela avidamente ignorando il resto?Sì?Beh siete furbi allora!Ecco, gli appartenenti a questa categoria hanno nel reality proprio questa funzione: soddisfare le esigenze dei più "golosi". In altre parole: i bonazzi funzionano sempre in Tv, e qui ce n'è sia per le donne, che per gli uomini. Casi precedenti: Walter Nudo per le golose, Barbara Chiappini per i golosi. Risultato: ottime esche da zapping, ma ai telespettatori non credo piaccia essere trattati come tonni...
Il Simpatico indimenticato- Totò Schillaci.
Non dubito che fa piacere rivedere sullo schermo un mito della tradizione sportiva italiana, un vero personaggio, forse l'unico che vale la pena guardare perchè, anche se ripescato dal limbo dell'oblio anche lui, è uno di quei Vip che quando non ci sono ci si chiede sempre "ma che fine ha fatto...?". Precedenti: n.p. . Risultato: unica nota positiva.
Gli insopportabili- Dj Francesco, Antonella Elia.
Non c'è che dire. Quando il clown fa il suo ingresso nell'arena circense tutto il pubblico si chiede quand'è che farà la stupidaggine che susciti ilarità, quando inciamperà nei suoi stessi passi, quando volontariamente o no, mostrerà i suoi limiti e la sua natura da uomo(o donna) medio(a), inadatti all'intrattenimento, per così dire, serio(o comunque credibile). Il clown si sa, impersona la figura dell'inetto, e lo fa in chiave umoristica. Gli appartenenti a questa categoria lo fanno altrettanto bene, solo che non recitano. E la loro performance non finisce mai, fuori o dentro il palco, a telecamere accese o spente. Guardandoli anche i clown sospirano sollevati sapendo che la loro almeno è una condizione di temporanea e teatrale inettitudine. Gli Insopportabili no. Sono Inetti e basta. Eppure qualcuno dietro le quinte si ostina a mostrarci le loro sofferenze mediatiche.
Cinismo?Speculazione psicologica?Compassione estrema?Chissà...io comunque li guardo e penso che certe cose fanno veramente male a vederle...
...qualcuno li sopprima per favore...
cin cin.

Aridatece Cicciolina!

Prendete una showgirl, questa volta femmina centopercento. Lasciatele il cervello chiuso in un cassetto. Portatela ad un convegno, possibilmente a quello della Margherita. Fatela parlare, premendole il tasto play che - 'azzi vostri - dovete scoprire dov'è. Una volta premuto, fatele recitare la sua parte per almeno quattro minuti, facendola sparlare, sparlare e sparlare. Alla fine, dite al pubblico di applaudire, in modo che lei si convinca di aver fatto cosa buona e giusta.
Chiamate la redazione di TgCom, dite loro di farsi rilasciare un'intervista dalla showgirl. Lei dirà che:

Sulla politica: "Non mi sono candidata, ma se ho avuto tanto successo forse ci penserò. Per il momento ho fatto un piccolo intervento rivolto a un pubblico giovane come me e mi sembra di essere stata ascoltata." (Fonte TgCom)
Aggiungete al tutto una voce da gallina e un volto da beota. Non dimenticate i fianchi accentuati e la tavola da surf.
Se avete seguito bene i passaggi e non avete trascurato nessun ingrediente, otterrete così Flavia Vento.

Libere!!!

Al Jazeera ha appena comunicato che le due Simone sono state liberate. Pochi i dettagli, ma tanta la gioia. Tutte le tv e le radio in edizione straordinaria. Inutile dire che non si aspetta altro che vedere i loro volti sul suolo natìo.
Questa volta ha vinto la pace.

lunedì, settembre 27, 2004

Ricci e capricci

Prima della McFarland settimanale, piccolo flashback fino ad un'ora e mezza fa, minuti più minuti meno.
Questa sera altro grande ritorno a casa Mediaset: Striscia La Notizia.
Persone. Una bellissima Hunziker, un raggiante Greggio, un movimentato pubblico. Uhm?... Aspettate un attimo, riavvolgete il nastro per favore. Ma... ma quello è un pubblico, un pubblico vero! Persone vere, non ologrammi o fantasmi ridenti. Uomini e donne.
Con il loro avvenire, uno pensa: "Via quelle risate finte e, sopratutto, uguali". Niente da fare, le risate umane - quelle vere - vengono sopraffatte da quello stesso nastro che ormai accompagna la trasmissione di Ricci da 12 anni a questa parte. Quindi domandina al volo: a che serve il pubblico?
Veline. Bellissime, stupende, una più dell'altra. Il meglio, veramente. Divertente il siparietto russo-pugliese messo su dalla bionda e dalla mora più famose d'Italia. Ciò che sorprende - e che per il 50% disgusta (per l'altro 50 è un vero spettacolo) - sono i pali ai lati dei presentatori, dove le belle veline si esibiscono in una sfrenata lap dance. Molto cinque contro uno.
Servizi e inviati. Si parte con la bandana più chiacchierata di quest'estate, quella del pres del cons - essemmesse docet -, che ha fatto scalpore all over the world. Che manieeeeeeere! Bella l'incursione di Patrick al corteo di Bertinotti, l'ex fratellino raggiunge l'apice chiudendo il servizio con un leggendario quanto storico: "Da qua è tutto, mi so rotto le palle, ciao!". Qualcosa che doveva suonare come "Per Striscia la notizia è tutto, Patrick Ray, Roma". Buono l'ingaggio dell'inviato tra i tifosi palermitano - ora mi sfugge il nome - che esordisce con un servizio niente male sugli striscioni irrisori in curva. Pollice all'insù.
Nel complesso, un buon piatto dalla ricetta difficile da digerire. Questione d'abitudine, ci se la farà presto.
Pablo Moroe, Cafe Moroe, Pescara.

domenica, settembre 26, 2004

Occhio alle immagini

L'abito non fa il monaco. E un'immagine non fa una sicura JPEG innocua.
Una falla - già nota da tempo - è stata trovata nell'elaborazione grafica delle immagini JPEG da parte dei programmi Microsoft più noti, nonché gli stessi Windows XP (Home e Professional) e Windows 2003 Server.
Queste immagini malevole sfruttano questo bug, infettando i pc con una semplice visita di siti o all'apertura di immagini infette tramite client di posta elettronica.
Per proteggere l'ennesimo buco di casa Redmond, trovate la patch sul sito Microsoft - relativa ai programmi a rischio d'infezione -, con relativo bollettino di sicurezza.
Non fatevi ingannare dalle apparenze.

giovedì, settembre 23, 2004

Torniamo a spiarli


Ormai giovedì 23 settembre è arrivato.
E non segna soltanto il termine degli appelli di recupero per quanto riguarda il sottoscritto. La data torna alla mente come il ritorno del padre di tutti i reality show, il Grande Fratello.
L'hanno criticato, boicottato, imitato - pessimamente -, offeso, esaltato, cambiato. Alla fine, la morale, resta sempre la stessa: farsi gli affari di 14 persone per quasi 3 mesi.
L'unico reality degno di nota, concerne i miei gusti.
Preferisco essere sincero, ammettendo che la trasmissione mi piace e mi incuriosisce, così come incuriosisce quel migliaio di persone che preferisce astenersi dall'ammetere la loro perversa attenzione per lo show, glissando con frasi del tipo "Io? Il Grande Fratello? E chi l'ha visto mai! Quelle puttanate te le lascio volentieri!". Le stesse persone che poi conoscono vita, morte e miracoli dei reclusi di Cinecittà.
Non andrò certo a spendere i 5 euro (sommati all'abbonamento) per la diretta su RossoAlice, mi accontenterò degli spezzoni quotidiani - quando potrò vederli - e della satira imperdibile della Gialappa's, sempre più cultori in materia.
Quest'anno durerà anche di meno, perciò avrò meno tempo per trastullarmi tra una pausa e l'altra, facendomi due risate con questo show.
Che dire... Ragazziiiiiiii!!

mercoledì, settembre 22, 2004

Tenete D'Okkio Quel Michael Moore

Chi mi ha kiesto la 0.5 weisse?E voi mi avevate detto 2 okki di bue?Arrivano subito!Un secondo e arriva anke lo jeger al signore!
...
Salve a tutti!Sono il nuovo barista del Cafè Moroe!Mi kiamo Gianni e...no non so fare le acrobazie con le bottiglie...dicevo...mi kiamo Gianni e sto in pausa...se mi vede il titolare del cafè mi scojona...
Devo ringraziare Pablo x avermi permesso d lavorare con lui e servirvi i drink nel suo stesso locale.Grazie Pà!
Cmq l'altro giorno sono stato al cinema. Dice "embè?" ... eh, sn andato a vedere "farenheit 9/11". C'è ki l'ha definito documentario, chi si ostina a considerarlo un lavoro shock, chi uno scandalo ecc...
...pecoroni...
Io che sto dietro il bancone da poco ma che x strada e x chioski c sn stato molto vi dico ke quella è semplicemente verità. E si sa, quando la verità è pesante da mandare giu, le si mette una maskera x farla sembrare qualcosaltro, o x farla sembrare meno brutta, o ankora un mostro irreale quindi da non temere.
Sbagliato.
Quello che ho visto io non è un film. Quello che anke molti di voi hanno visto non è un film. NON é finzione cinematografica. E' un allarme. Un monito. Una denuncia. E' il lamento di migliaia di persone, che non riescono a mandar giu un boccone tremendo, una verità indigesta. Michael Moore s'è limitato a raccogliere i lamenti di queste persone, a diagnosticare la gravità dell'indigestione, e i suoi perchè.
E vi assicuro che non è andata giù neanche a me.
Scriverne qui per voi, almeno mi fa l'effetto di un digestivo effervescente, perchè so ke magari qualcuno verrà invogliato d andarsi a vedere questa verità. Si sa che i film dell'orrore piu sono tremendi e piu attirano i temerari, quelli che "a me tanto non mi fa nulla". Andate signori... "farenheit 9/11" è il piu tremendo film dell'orrore mai realizzato.
E se all'uscita dal cinema sarete sconvolti, scandalizzati, tristi, con i conati sottobraccio...se sentirete anke voi quel bokkone indigesto...Ringraziate il regista del film. No,non solo Michael Moore, lui è un altruista. Ringraziate chi ha ideato gli orrori riportati nel film. Ringraziate George Bush. God Bless America?Speriamo di no.
Cin cin.

lunedì, settembre 20, 2004

Rubo ai poveri per dare ai ricchi

Il mio nome è Provera. Tronchetti, Provera. Rubo ai poveri per dare ai ricchi. Sono un Robin Hood con lo sharme di James Bond. La mattina mi sveglio e faccio grandi cose, come stabilire tariffe ADSL astronomiche per gli utenti del mio paese, tanto mica lo vanno a vedere quanto offriamo ai loro cugini francesi.
Sono così bravo che tutti i soldi che rubo ai miei clienti italiani li spendo per far girare i miei spot a Spike Lee, chiedendomi "...come sarebbe il mondo se lui - Gandhi - avesse potuto comunicare così?".

(Credo che se Gandhi avesse avuto la possibilità di avere a che fare con le tariffe Telecom, a quest'ora ci sarebbero migliaia di utenti in protesta non violenta nel palazzo di Corso d'Italia 41, a Roma. E credo che sarebbe andato in Francia a trasmettere, non di certo qui in Italia)

Mal comune, mezzo web

Su Macchianera, è tornato a galla, grazie ad un passaggio del libro della Fallaci e a vari commenti postati su Black Cat, l'argomento musulmani-zingari. Chi è di Pescara come me, sa a quale polemica si va incontro.
Quoto il mio commento sulla vicenda.

Vivo a Pescara e la realtà della “colonizzazione” degli zingari è assai più realistica qui, che altrove. Conviviamo con una comunità rom che occupa un intero quartiere (altro che roulottes) della città, e non sorprendetevi se vi dico che è il Bronx de noi artri.
Purtroppo, anche nella mia città gli zingari non sono visti di buon occhio, anche perché è una situazione che va avanti da almeno 2 decenni. La gente comincia ad averne le palle piene.
Associarli però all’essere musulmani, sembra un po’ azzardato. Non è un problema religioso, bensì sociale, relativo alla personalità caratteristica di questa gente.
Non venitemi a dire che vi fa piacere ospitare qualcuno a casa vostra che vi porta via tutta l’argenteria e mette zizzania in famiglia.
Dire che hanno un’indole pacifica è prendersi in giro a vicenda.
L’obiettivo principale dovrebbe essere civilizzarli, ma è ancora qualcosa di utopico (anche se tentar non nuoce, e se nessuno prende iniziativa è inutile parlarne).
Rispedirli da dove sono venuti sarebbe un esempio di inciviltà, anche se loro, di civiltà, ne dimostrano ben poca.
Cercare il dialogo è l’unica cosa che sembra rimasta, ma si sa: le parole rimangono sempre e solo parole.
Su Oriana Fellatio: ma le date ancora retta? Digitate /ignore Oriana!*@* e passa la paura. Avete di fronte a voi una donna vittima di una stressante menopausa mediatica.

A voi la parola.

venerdì, settembre 17, 2004

Slescdottddeshdottddeshdottcom

Mamma mia quanto mi fa impazzire. È unico nel suo genere. Ci riesce troppo bene, non ha rivali. Zio Norman l'ha azzeccata di nuovo. E via ad impazzire ballando!

giovedì, settembre 16, 2004

La logorrea è di linea

Tranquilli, Imodium non centra niente.
Del troppo parlare, a volte, se ne farebbe volentieri a meno, sopratutto se sei in procinto di fare un esame. Non c'è niente di più stressante che la Pescara-L'Aquila via Capestrano delle 8,30 di mattina, con ingredienti tipo le nuvole e l'umidità al 90%.
L'andata è felicemente silenziosa.
Una volta uscito dalla mia facoltà, inciampo in un discorso - sulla linea 79 di L'Aquila - di due ultrasettantenni che si lamentano dei propri problemi fisici, nonché diuretici.

Anziano1 (il più sano) - "Eh, li prubblim a la prosht't li so sembr tinut, pur quand er più giov'n, quanda tinej cinquand'ann..."
Anziano2 (il peggio messo, con voce rauca) - "Sci ma ij so rischiat lu tumor, la pisc mi esce angor giall, meno mal ca so ijt da nu duttòr..."
Anziano1 - "Da chi si ijet? Ij so ijt da Veralissssie" (le s sono tutte)
Anziano2 - "Eh eh! Pur ij! A ma rmess apposht tutt cos! Sol ca mo ting angor bisogn di lu pappa'all, la nott."
Anziano1 - "Be, ij ting nu prublem pe piscià: ci vaij tropp. Però la prosht't sta bon, ndis!"
Anziano2 - "E lu pappa'all? L'aus?"

Anziano1 - "Scin! Ma sol la nott. Pi lu prublem ca ting ij, mi serv, se no chi li vo sindì chilla gallinacc di moijm."
Nel frattempo, non potevo che pensare al mio panino con la porchetta che avrei comprato di lì a poco da Gianni, in piazza Duomo.
Passa un'oretta, il panino è già in fase digestiva e mi reco verso la ADSUAQ, l'azienda regionale per il diritto allo studio universitario. Lì, un simpatico signorotto dall'aria sperduta mi avvicina chiedendomi dove fosse l'ingresso. C'era davanti, ma non importa.
Ciò che importa è il discorso che mi ha lanciato dopo una manovra maldestra di un automobilista nell'incrocio di fronte a noi...
Signorotto (con forfora che farebbe gola ad un cocainomane) - "Guarda mbò tu queshti giovani d'oggi con le macchine come vanno girando... Gli shpaccherei il cranio ad uno ad uno, non c'hanno educaZZione, niente proprio... nieeeente..."
Pablo Moroe - "In effetti, sono tutti un p..."
Signorotto - "Ma tu non sai che m'è successo a me, sulla Sora - Avezzano (?!)... Una pattuglia dell'Aeronautica Militare, mi si mette dietro dietro, strombazza, pim pum pam..." (con relative movenze) "...Ad un scerto punto ho bloccato il traffico!"
Pablo Moroe - "Eh.."
Signorotto - "Ho sceso dalla macchina e ho chiesto spiegazioni. C'era il maresciallo con la Gazzetta in mano che mi disse «Vedi dove devi andare, pecoraro!»"
Pablo Moroe - "Se ne approfit..."
Signorotto - "Nooo, sendi qua,[...] mi ho incazzato e gli ho urlato «Vieni qua che ti faccio il volto nero come l'asfalto!»" (sempre con relative movenze) "L'avessi preso e gliel'avessi tirato veramente,[...] poi c'era traffico ma a me non me ne fregava niente[...] L'educazione bisogna ampararla a tutti quanti."
Per mia fortuna, l'ufficio aprì prima che il signorotto s'imbufaliva contro di me, ricordandogli quel maresciallo sulla Sora-Avezzano.
Avendo perso 2 autobus ed essendo obbligato a prendere quello delle 16.10 - che per la cronaca ha impiegato 3 ore per tornare a Pescara -, sempre via Capestrano, nella quale l'autobus si ferma a far prendere il gelato al coautista (!!!). Il mio sonno è rotto da un'arzilla vecchietta che urla:
Vecchietta Arzilla - "Ue, Ndunellì! Hai arminuta?"
Riprendo sonno, per poi riperderlo a Torre de' Passeri, dove sale un'allegra comitiva di ultrasettantenni, uno più pettegolo e logorroico dell'altro. Guai a chiedere loro informazioni, rischiate di farvi 60 km con la loro vita che vi entra in un orecchio e non riesce a scappare dall'altro. Com'è capitata ad una giovane madre trentenne.
Anziana - "Lei non sa signorì, quanta ne ho dovuto passare io. Ho dovuto operarmi, ho fatto tanto di quelle operazioni. Mi ho dovuta litigare con tanta gente, parenti, amici, collegi..."
Giovane Madre - "E signò, pure n'amica di famiglia ha tinut ssi prubblim, però ce l'ha fatt. Però mo..."
Anziana - "E li sacc,[...] ma ij pirdeij li capill, lu pes, la fiduce, dapù in chies mi mittej a n'angolin... Ittij signorì li quaij che sso passat, dapù so conosciut lu pret[...], ha ma fatt cagnare."
Giovane Madre - "Beata lei signora, st'amica mia, di Città S. Angelo..."
Anziano (intruso) - "Pur ij so di Ciusantagnel, di si cos sai quanda ni so sindit..."
E via discorrendo di questo passo, come se fossero le Olimpiadi delle Disgrazie: il tutto a mezzo metro dall'orecchio mio.
Non si può più viaggiare in pace. Almeno non con gli ultrasettantenni...

mercoledì, settembre 15, 2004

Bentornata, Moana!

Dopo la vittoria della Juventus sull'Ajax, un'altra bella notizia.
Moana Pozzi - forse - non è morta.

In un esposto inviato ai magistrati della Procura di Roma, Fantauzzi ed il suo
avvocato, Vittorio Podestà, sostengono che, dieci anni dopo, restano dubbi e
perplessità sulle reali circostanze della morte. I due affermano di poter
dimostrare che nessuno ebbe mai modo di vedere il cadavere della Pozzi, tranne
la mamma e la sorella. Non ci fu mai un funerale, le ceneri di Moana Pozzi,
furono sparse sul monte Cervino, secondo quanto raccontato all'epoca dalla
famiglia, perchè questa era la volontà dell'attrice.

Si riaprono le speranze e gli occhi - e non solo - di migliaia di fans.
I miracoli d'oltralpe. Chapeau.
(Di fronte a certe buone novelle, è inutile parlare dell'imbecillità di certi romanisti.)


Ma come si dice?

L'etimologia è una scienza nota a pochi, ma aperta a tutti.
Quando si tratta però di una parola inventata o di un neologismo, la battaglia delle pronuncie è presto annunciata e non tarda a cominciare. Sono 8 anni che Moroe è al mondo. Nessuno, però, sa veramente da cosa derivi né tanto meno come si pronuncia.
Moroe deriva dal mio passato - poco fruttuoso - da writer. C'è una piccola storia evolutiva: all'inizio era solo Moro, perchè Negro o Nero mi sembravano troppo offensivi, ed era dovuto alla mia carnagione scura. Poi venne la E, per questioni di miglioramenti estetici.
Ora veniamo alla pronuncia. Elencherò tutto ciò che finora è passato in mente a coloro che hanno letto almeno una volta "Moroe".

  • Morrò. La R raddoppiata arbitrariamente, la O accentata (dal connubio oe). Errato.
  • Mòroe o Moròe. Letto così come si scrive, italianizzato al massimo. Errato.
  • Monrrò o Monrò. Non sono un distributore di ammortizzatori né tantomeno parente alla bellissima e indimenticabile Marylin. Errato.
  • Morò. Una sola R, la O accentata come dal francese. Corretto.

Spero che ora siano risolti i misteri che tanto turbavano i sonni di chi mi chiedeva "Ma che cazz vordì Moroe?"

sabato, settembre 11, 2004

Remembrance

Oggi è impossibile non ricordare.
A tre anni di distanza, però, sembra non essere cambiato nulla. Anzi, la situazione sembra essere peggiorata, anche di molto.

giovedì, settembre 09, 2004

Mi avete rotto il cazzo

Ogni persona umana ha dei limiti. Limiti nel mangiare, nel bere, nel fare l'amore, nello sforzarsi fisicamente, ma anche nel sopportare, nel subire.
Ieri, dopo l'ennesima brutta notizia sfornata dai telegiornali - per la cronaca, quella riguardante le nostre due volontarie rapite - ho deciso di sfogarmi. Di alzare il tono una volta tanto. Di mandarla a dire a coloro che, per la prima volta, mi hanno fatto vedere - neanche troppo da lontano - dov'è il limite della mia pazienza.
E mi rivolgo a loro in prima persona, senza temere nulla.

Mi hanno rotto il cazzo i terroristi, grandiosi figli di puttana aspiranti suicidi e assassini d'altri tempi, che con la pelle della buona gente pagano il dazio della loro guerra contro il capitalismo, una guerra che ha delle fondamenta fragili, poichè il peso delle stronzate che vi sono sopra (tutte le stronzate da loro commesse) le stanno facendo cedere. Coloro che si nascondo dietro un passamontagna, ma poi vogliono che tutto il mondo veda quanto sono codardi, prendendosela con gli indifesi, o peggio ancora con chi aiuta a vivere i loro connazionali, sacrificando la propria vita mettendola a disposizione del prossimo.

Mi hanno rotto il cazzo i capi di governo, che tra bandane e scappatelle varie, non fanno nient'altro che apparire, apparire, apparire. Non importa se in TV, se sui giornali o chissà dove. L'importante è che in prima pagina ci siano i loro bei volti tirati ad hoc, volti dai quali scaturiscono un mare di promesse che non verranno mai mantenute, volti dai quali scaturiscono migliaia di parole che la gente comune s'è rotta il cazzo di sentire, poichè sempre le stesse. Sono coloro che si divertono a fare i burattinai col mondo, non badando alle loro resposabilità e sedendosi sulla poltrona più prestigiosa del loro paese solo per ricoprire interessi personali.

Mi hanno rotto il cazzo i reality show. Sembra un'epidemia: dalla mattina alla sera non vediamo altro che telecamere puntate sulla vita degli altri, a coronare così la vera quintessenza dell'italiano medio: pettegolo e non capaci di farsi i cazzi propri. Situazioni nelle quali la gente si sente in diritto, se non addirittura obbligata a giudicare, ad insultare, a maltrattare verbalmente i protagonisti di queste trasmissioni. Protagonisti che, per essersi scaccolati o per aver scoreggiato o meglio ancora per aver scopato davanti una telecamera, guadagnano 100 volte tanto quanto guadagna mio padre, che lavora 13 ore al giorno e il culo se lo rompe veramente.

Mi hanno rotto il cazzo Ridge e Brooke. E porca puttana, fatevi 'na chiandella e vi se ne passa tutto!

Mi hanno rotto il cazzo gli extracomunitari, cosa che non mi sarei mai sognato di dire fino a qualche mese fa. E' triste dover ammettere che almeno il 60% di loro sono teppisti, criminali, se non aspiranti terroristi. Ormai il nostro paese è allo sbando e questo è anche un po' per colpa loro.

Ma mi hanno rotto il cazzo anche i razzisti, quegli infami che davanti ad un uomo di colore fanno gli splendidi, e magari quando girano l'angolo lo riempiono d'insulti. Quelli che "Io non sono razzista, ma ai senegalesi non darei un posto di lavoro neanche a pagarli 2 centesimi", quelli che "quando c'era Mussolini, certe cose non accadevano".

Mi hanno rotto il cazzo i newbie, sempliciotti che vogliono essere padroni del mondo solo perchè hanno appena installato un client di instant messenging. Gente che, da dietro un monitor, si sente padrona dell'universo e magari ti viene anche dire "Ehi, è inutile che ti proteggi con uno schermo", quando i primi a fare i gradassi con una tastiera sono proprio loro.

Mi hanno rotto il cazzo gli arrivisti, che campano sulle spalle altrui, che non appena il culo di qualcuno che fino a qualche mese prima gli andava a genio perde gusto, ne trovano un altro da leccare, possibilmente più saporito e con un reddito medio-alto.

Mi hai rotto il cazzo anche tu, Pablo Moroe, tu che sei più pigro di un bradipo, che non ti decidi a mettere quella testa a posto, che non riesci a combattere la pigrizia, che all'Università stenti, sai di poter far di meglio, ma sempre per il solito difettaccio non fai, che non ancora prendi quella cazzo di patente - ormai t'hanno dato per disperso.

Insomma, non c'ho lasciato proprio nessuno.

lunedì, settembre 06, 2004

Propixel

Non so perchè l'abbiano chiamati antipixel... Sarà, ma da oggi anche il Cafè ha il suo antipixel. L'utilità? Relinkarlo dal vostro blog, o dal vostro sito, o da dove volete.
Come potete vedere da quanto segue, ci siamo mantenuti sullo standard.

80 x 15:

Codice:


Felicimente creato con un gradevole tool della Kalsey Consulting.

giovedì, settembre 02, 2004

Cena a base di spot

Poi dicono che non lo fanno apposta.
Siamo tutti al corrente degli studi che precedono un lancio pubblicitario e siamo anche al corrente del fatto che ci sono degli uomini impegnati a comprendere qual è l'orario migliore per persuadere i clienti, mandando in onda lo spot.
Prendo come cavia Canale 5.
Mi siedo a tavola, gusto con gli occhi il piatto di linguine al sugo di vongole e preparo il palato ad una bella serata. Essendo il camino moda passata, al suo posto c'è un parallelepipedo grigio fatto di plastica e ferraglia, che la gente si ostina a chiamare televisore, acceso e senza tempi morti.
E' il momento, quindi, della debacle in tre atti:

  • Mr. Muscolo idraulico gel. Ovvero, chi di voi non lava il proprio cane nel lavandino della cucina? Chi di voi non mantiene la padella piena di cibo, senza prima pulirla con uno Scottex? Se siete tra questi, allora rientrate tra i potenziali clienti di questo gel sturalavandini. Per la cronaca, la faccia di sfigato del protagonista dello spot non inganna nessuno.
  • Finish Pastiglie. "Non lo sapevate?" Il calcare vi entra anche nelle vene e se non ingerite le pastiglie reclamizzate, v'attaccate! E poi attenti, perchè i pubblicitari vi sottovalutano: non avete occhi per guardare, neanche per vedere che c'è il calcare nella vostra lavastoviglie! Reazioni a catena: più vendite delle pastiglie, più visite dall'oculista.
  • WC Net. Supereroe, la papera che grazie al suo becco sputa-detergente fa sì che quei brutti omini verdi sotto la tazza del cesso muoiano e non infestino più le vostre dolci nottate passate a contemplare il Panorama di 9 settimane fa. Ovviamente, i batteri potrebbero essere ottimi compagni di avventura, organizzando un bel tressette - date le loro dimensioni.

Ricordiamo per chi, nel frattempo, l'abbia dimenticato: tutte queste belle immagini - le battaglie della papera, lo sfigato al quale l'Ufficio Igiene sparerebbe volentieri in testa, il calcare fantasma - le ho dovute subire mentre degustavo (si fa per dire) quelle ottime linguine al sugo di vongole.
La rete del patron ha colpito ancora, ma non era necessario che ci ricordasse che siamo nella merda fino al collo anche a ora di cena.


mercoledì, settembre 01, 2004

La piccola stella rosa

Torno a scrivere il mio blog di notte.
La notte è fatta anche per pensare. E ti riviene in mente, guardando in basso a destra, che è appena scattata mezzanotte e che siamo già nel nuovo giorno. Già, il nuovo giorno. E il nuovo giorno si chiama 1° Settembre 2004.
Si, Sarè.
Il tuo compleanno.
Ciò che ti è capitato è orribile. Il vuoto lasciato è ancora più impronunciabile e incommensurabile. Ti ricordo con quella canzone che ci faceva ridere. Il sole che s'è spento. Una piccola stella rosa che si è accesa in cielo.
Tanti baci, Sarè. Ti voglio bene. E te ne ho sempre voluto, anche quando non potevamo vederci in faccia.
Baci.