lunedì, luglio 19, 2004

Tutti sono pazzi

Torno da una mattinata stressante al CAF, per stilare il certificato ISEE che mi occorrerà al momento della richiesta per i benefici universitari. Passeggiando qua e là per questo grande paese (perchè la mia Pescara non è ancora una città) mi sono imbattuto in diverse figure giullaresche che lo caratterizzano.
Quelli che la società "normale" definisce pazzi, fuori di testa, senza cervello. Li ho osservati attentamente e ho riflettuto sulle storie che si portano dietro. Una vita infernale li ha ridotti in quello stato, forse non hanno tutte le giustificazioni del caso, ma quasi.
Poi però ho accuratamente riflettuto sulla società "normale" e sopratutto su coloro che la compongono.
E mi è balzato alla mente un teorema inappellabile: tutti sono pazzi. Chi in un modo, chi nell'altro. L'integrità mentale della gente (mi ci metto anch'io in mezzo, non vi preoccupate) è appesa ad un filo e va via via scemando col passare del tempo.
E gli esempi, se solo vogliamo citarne alcuni, sono tantissimi, di più di quello che starete pensando. Basta guardarsi attorno. Dall'eclettica Morandi al Presidente del Consiglio. Dal vicino di casa al compagno di scuola.
In realtà, è solo un'ondata anomala di xenofobia: loro non sono come noi, perciò li etichettiamo come pazzi. Prima di giudicare gli altri, però, sarebbe opportuno e coerente darci una guardata allo specchio.