mercoledì, luglio 07, 2004

Attrazione catodica

Mercoledì pomeriggio, ore 19. Appuntamento dall'oculista. Il caldo mi traspira dai pori in forma di sudore e la bicicletta collabora a velocizzare questo processo. Entro nella sala d'attesa e credo d'aver sbagliato piano, convinto di ritrovarmi in un Centro Ritrovo Pensionate, mentre invece le 9 anziane che mi circondavano aspettavano la stessa cosa che aspettavo io.
Il dottore ha avuto un'idea fantastica: piazzare un televisore all'interno della sala d'attesa. Oggi la tv aveva dei problemi e, al momento del mio arrivo, il tecnico stava ultimando di riparare la spina coassiale dietro il mobile di vetro che sosteneva il televisore.
Nel quarto d'ora che precedeva alla conclusione del lavoro del tecnico, le donne che mi circondavano erano impegnate nella lettura di riviste d'alto contenuto come Oggi, Chi, Visto e Vanity Fair. Il tecnico prova la tv e, soddisfatto, osserva lo schermo che riproduce correttamente le immagini.
Va via, e lascia l'apparecchio acceso su Canale 5. Enrico Papi interrompe l'idillio di pettegolezzi su carta stampata e sulle bocche delle signore anziane. In meno di tre secondi cade il silenzio, come se uno stregone avesse appena finito di recitare la formula per ipnotizzare un gruppo di persone.
Io, atterrito, alzo lo sguardo dal periodico di automobili e vedo davanti a me uno spettacolo orribilante: 9 donne che fissavano Papi.
Ora io mi chiedo: se l'oculista avvesse affisso un poster di Papi in sala d'attesa, invece di sistemare un mobiletto con un televisore sopra, avrei assistito alla stessa scena?
Il fascino dei presentatori...